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Natale, Boccia: “Chiudere il più possibile fino al 6-7 gennaio”

Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha confermato che la decisione sulle restrizioni Covid per Natale riguarda tre giorni: 25, 26 e 31. Secondo il ministro Boccia una serrata è necessaria per tentare di evitare una terza ondata violenta a gennaio. “Io ritengo che dalle giornate prefestive in poi, fino al 6-7 gennaio, è più utile per tutti chiudere il più possibile”, dice Boccia a di Martedì su La7.

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Covid natale

Boccia: “Restringere ancora di più durante le festività”

Questa mattina, 16 dicembre, il governo si riunisce con le Regioni, insieme al ministro Speranza e al commissario Arcuri, per chiudere il piano vaccini. Dopodiché, entro venerdì, una decisione sarà presa anche in merito alle restrizioni per le festività. Così spiega Francesco Boccia su La7. L’idea del Cts, con cui concordano molte Regioni, è quella di chiudere il più possibile, fino alla ripartenza del 7 gennaio. “Abbiamo scelto di non fare un lockdown nazionale, ma è evidente che dobbiamo mettere in sicurezza le reti sanitarie. Io penso che sia utile e necessario restringere ancora di più durante le festività. Questa è la posizione che viene fuori dal Cts, che verrà fuori anche dalle Regioni, ce lo chiedono i Comuni e penso che sia molto responsabile da parte nostra essere conseguenti”. Così spiega il ministro per gli Affari regionali.

Covid Natale, Boccia: “Cenone? La mia risposta è no”

Boccia continua, spiegando che le misure di contenimento applicate finora sono state efficaci, ma chiama alla responsabilità: “A maggio eravamo arrivati allo 0.5 di indice contagio, di Rt, ma avendo davanti giugno, luglio e agosto. Ora grazie alla misure già prese siamo su quella strada ma abbiamo di fronte gennaio, febbraio e marzo. Dobbiamo essere responsabili. Dobbiamo sapere che dal 7 gennaio si riparte, ma si riparte mettendo in sicurezza le reti sanitarie il più possibile. Se non lo facciamo durante le feste di Natale, quando dovremmo farlo”. Boccia, insomma, è categorico, e compatto con il Cts: “La domanda è si fa il cenone di Natale? La mia risposta è no, dal mio punto di vista. Ipotizzare assembramenti è folle. Ipotizzare il cenone oltre i conviventi è una cosa sbagliata”. E suggerisce una strategia: “Penso che, terminata la fase di zonizzazione, è necessario poi chiudere il più possibile con un colore unico per l’Italia. Più intenso è il colore e più restrizioni ci sono”. >> Tutte le news

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