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Covid, scende a 1.18 l’indice Rt ma non bisogna abbassare la guardia

Le misure di contenimento per il Covid, che nell’ultimo mese hanno colorato l’Italia di giallo, arancione e rosso, stanno funzionando. Lo dimostra il report dell’Iss che monitora il valore Rt per tutte le regioni italiane. Il valore medio è tra 1 e 1.25 e si è quindi abbassato rispetto alle scorse settimane.

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Covid Italia

Covid Rt scende a 1.18

Secondo i dati dell’Iss della scorsa settimana si rilevava un indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici pari a 1,43. Ad oggi invece “si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1.25 nella maggior parte delle Regioni e province autonome da questa settimana in alcune Regioni il valore di Rt stimato è inferiore a 1. Scende a 1.18 il valore dell’Rt a livello nazionale”.

Nella bozza è precisato che la trasmissibilità del Covid sta diminuendo e questo è dovuto alle misure di contenimento che si stanno rivelando efficaci contro la diffusione. “Si osserva una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente, suggerendo un iniziale effetto delle misure di mitigazione introdotte a livello nazionale e regionale dal 14 ottobre. Tuttavia, poiché la trasmissibilità in gran parte del territorio è ancora con un indice Rt sopra 1 e comporta un aumento dei nuovi casi, questo andamento non deve portare ad un rilassamento delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti”.

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Misure di contenimento ancora necessarie

“Quasi tutte le Regioni e province autonome hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una soglia critica in area medica o terapia intensiva entro il prossimo mese”. Sono buone le notizie che arrivano dal monitoraggio dell’Iss e i valori di Rt sono indice di miglioramento.  Attualmente l’indice Rt è inferiore a 1 in Lazio, Liguria, Lombardia, Molise e Sardegna. Ciò non significa che adesso possiamo permetterci di abbassare la guardia. Infatti non è previsto un cambiamento di zone, per ora.

L’epidemia in Italia “si mantiene a livelli critici sia perché l’incidenza di nuove diagnosi resta molto elevata e ancora in aumento. Sia per gravità con un significativo impatto sui servizi assistenziali. L’incidenza elevata, seppure con un iniziale rallentamento dell’indice di trasmissione, richiede il mantenimento rigoroso delle misure in essere per consentire una diminuzione, la più rapida possibile, delle infezioni”. Così è precisato nella bozza del governo, con l’intento di non prendere alla leggera la situazione di emergenza. Infatti sebbene i dati siano rincuoranti, in molte regioni la gestione dell’epidemia è ancora critica. >>Tutte le news

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