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Covid, salta la prima alla Scala di Milano: “La Lucia di Lammermoor non va in scena”

Covid, salta la prima  della “Lucia di Lammermoor” al Teatro alla Scala di Milano. Il Covid miete un’altra vittima: salta eccezionalmente l’apertura della stagione lirica alla Scala di Milano. Era prevista per il 7 dicembre, giorno in cui si celebra Sant’Ambrogio, patrono di Milano. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato: “Nell’attuale quadro epidemiologico e normativo non sussistono le condizioni per provare e realizzare una produzione aspetta al pubblico e del livello e con le caratteristiche richieste per un’inaugurazione di stagione”.

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Il Covid fa saltare la prima alla Scala: un caso eccezionale

Era accaduto solo nel 1943, dopo i bombardamenti che avevano distrutto il Teatro alla Scala, e nei tre anni del restauro del teatro, dal 2001 al 2004. Il Teatro non aprirà la stagione lirica. La “Lucia di Lammermoor” doveva debuttare il 7 dicembre, ma senza dubbio la Scala non potrà ospitare il pubblico. Oltre alle normative anti-Covid, che non permettono l’ingresso del pubblico in platea, lo spettacolo scelto per la prima della stagione richiede un coro. Ma al momento quello della Scala è particolarmente colpito dal virus. 18 coristi (9 uomini e 9 donne) sono risultati positivi a fine ottobre, per un totale di 21 artisti del personale del teatro. Nonostante questo, il teatro aveva continuato a lavorare sulla “Lucia di Lammermoor” di Donizetti, con la direzione di Riccardo Chailly, la regia di Yannis Kokkos, e con gli acclamati protagonisti Lisette Oropesa e Juan Diego Florez. Ma il Covid ha messo in pausa anche la lirica.

L’alternativa per celebrare il 7 dicembre

Delusa anche la prospettiva di andare in scena senza pubblico, si pensa quindi a un’alternativa di qualità che possa comunque celebrare il 7 dicembre , giorno di Sant’Ambrogio. Al sovrintendente Dominique Meyer è stato chiesto di mettere in piedi “un piano B”, una diversa alternativa musicale. Questa potrebbe comprendere “una formula per raggiungere una platea più ampia possibile”, fa sapere il Teatro. Si pensa a una diretta televisiva di un gala o di un evento musicale, che raggiungerebbe, in questa prospettiva, un pubblico per più ampio. >> Tutte le news di UrbanPost

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