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Cresce il numero delle cremazioni in Italia: cosa c’è da sapere per seguire questo iter

Le statistiche relative alla cremazione dei defunti registrano un inequivocabile “segno +” in tutta Italia.

Alcuni dati relativi alle cremazioni in Italia

A livello nazionale, i dati sono davvero emblematici e sono presentati da Utilitalia Servizi Funerari sul portale Funerali.org: se nel 1995 le cremazioni furono appena 15.000 sul territorio nazionale, nell’ultimo anno di rilevazione, ovvero il 2019, si è toccato quota 195.000, e tutto lascia immaginare che il trend crescerà ancora non poco nel prossimo futuro.

Ancor più interessante è analizzare tali dati in rapporto al numero di decessi: nel 1995 la quota di cremazioni rappresentava il 5,38% per quel che riguarda le modalità di gestione delle salme, mentre nel 2019 si è optato per la cremazione per il 30,68% dei casi.

Perché la cremazione è una soluzione interessante

Le ragioni per cui la cremazione rappresenta oggettivamente una scelta interessante sono molteplici: anzitutto questa soluzione è ecosostenibile, in quanto si riduce la cementificazione, molti cimiteri sono sovraffollati e necessitano quindi di un contenimento della crescita, si risparmia non poco a livello economico e via discorrendo.

Al di là di questo, quella della cremazione è in ogni caso una scelta molto personale e va trattata in quanto tale, ma cosa è necessario se si vuol seguire questo iter? Scopriamolo subito.

Cosa occorre per poter eseguire una cremazione

Anzitutto, affinché si possa procedere alla cremazione, occorre che la persona defunta abbia manifestato prima della sua morte la sua volontà in tal senso.

Da questo punto di vista si sono avute, negli ultimi tempi, delle interessanti novità normative: mentre in passato tale volontà poteva essere espressa solo e soltanto attraverso un apposito atto notarile, oggi è sufficiente anche il classico testamento olografo, quindi il testamento scritto di pugno.

Negli ultimi tempi è stata introdotta un’ulteriore via: nel caso in cui i familiari siano certi della volontà del defunto di essere sottoposto a cremazione, sebbene egli non abbia avuto modo di manifestarlo in modo esplicito quando era in vita, possono testimoniare ciò dinanzi ad un ufficiale dello stato civile.

Come si può notare, a livello legale e burocratico le strade da intraprendere per poter eseguire una cremazione sono molto più snelle rispetto al passato, e probabilmente questo ha positivamente influito sulla diffusione di questa pratica.

La novità del “contratto in vita”

Esistono anche delle nuove opportunità interessanti che la persona che desidera essere sottoposta a cremazione a seguito del suo decesso può assolutamente cogliere, si pensi ad esempio al cosiddetto “contratto in vita” proposto dalla società Cremazioni Parisi, specializzata in servizi di cremazione a Palermo.

Con il contratto in vita, la persona rende ufficiale la propria volontà di essere sottoposta a cremazione a seguito della sua morte, provvedendo autonomamente al pagamento di quanto dovuto per il servizio.

Questa soluzione risulta interessante per due ragioni: da un lato, infatti, si sollevano i propri cari da decisioni così delicate in un momento di forte dolore e sconforto, dall’altro li si esonera da spese economiche che, sopraggiunte in modo improvviso, potrebbero rivelarsi pesanti.

Gli importo sono rateizzabili e nel caso in cui il decesso dovesse avvenire prima del pagamento di tutte le rate, il contratto prevede il subentro di una compagnia assicurativa che provvederà al pagamento delle quote restanti.

Cresce anche il numero di forni crematori

Sono questi, dunque, i principali aspetti da conoscere circa la possibilità di eseguire una cremazione; come visto le soluzioni non sono complicate e tutto lascia immaginare che questo modo di gestire le salme si diffonderà ancora di più negli anni a venire, anche in considerazione del fatto che sta crescendo, in Italia, il numero di forni crematori attivi.

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