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Crescono gli acquisti online anche dopo il lockdown

Comprare online nel 2020 conosce un momento di particolare fortuna, complice lo stravolgimento delle abitudini d’acquisto per colpa dell’epidemia di Covid-19. I dati parziali raccolti fino a questo momento mostrano un aumento sostanziale in settori che in passato stentavano ad affermarsi, in particolare quelli relativi al consumo di alimentari e beni di prima necessità per la casa.

La crescita a due cifre segna il radicale cambiamento nel modo in cui gli italiani accedono ai prodotti di consumo tradizionalmente appannaggio dei canali fisici. Il fenomeno si rileva anche in mercati in cui la vendita online è più radicata, come gli USA e il Regno Unito.

I consumi online nel 2020, paradigma del cambiamento

Gli analisti ritengono che i cambiamenti nello stile di consumo registrati durante il 2020 difficilmente si azzereranno con la fine della pandemia. Così, se da una parte è ancora alta la guardia e sono in vigore le misure di prevenzione e contenimento della diffusione del virus, quando questo sarà un brutto ricordo saranno rimaste nuove abitudini che segneranno il nostro modo di accedere ai beni di consumo.

L’acquisto online sembra essere una delle nuove abitudini alle quali non si rinuncerà nel prossimo futuro. L’Osservatorio eCommerce B2c in collaborazione con NetComm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, hanno stilato la situazione parziale per l’Italia. Una crescita complessiva per tutto il comparto del commercio online del 26% rispetto al 2019 per un totale assoluto di 22,7 miliardi stimati per il 2020. Emerge in particolare il risultato registrato da comparti che nel passato hanno stentato a decollare.

La necessità di stare a casa ha portato al bisogno di acquistare beni di consumo primario direttamente su internet. Quindi non stupisce ma è di certo considerevole l’aumento del 56% per il comparto Food & Grocery con un valore assoluto di 2,5 miliardi di euro di valore complessivo entro la fine dell’anno.

Cosa si è comprato online nel 2020

Le cifre parlano di un aumento netto degli acquisti che tradizionalmente si fanno nei negozi fisici e di prossimità. Quindi aumenta la fetta del cosiddetto settore Food & Grocery, che comprende beni diversi dagli alimentari ai prodotti per la casa. In valori assoluti questo settore rappresenta ancora una piccola fetta del totale degli acquisti effettuati online. Si stima che il 2020, questo settore genererà introiti per 2,5 miliardi di euro. Poca cosa rispetto a settori più maturi come l’Informatica ed elettronica di consumo che da sola vale 6 miliardi di euro. Considerando però la crescita in valori percentuali colpisce l’aumento del 56% del settore emergente.

Chiuderà con segno positivo anche il settore dell’Abbigliamento, con un +21% e un valore complessivo di 3,9 miliardi di euro. La notizia assume un valore rilevante, specie considerando la paralisi delle vendite nel secondo trimestre 2020, in piena fase di lockdown in cui il mercato della moda ha registrato un notevole calo dei consumi.

In costante aumento anche i canali dove acquistare online i beni necessari. I negozi proprietari rappresentano per i brand un forte investimento e mantenersi come voce di costo alta da sostenere durante l’anno. L’alternativa per molte compagnie è appoggiarsi a piattaforme, una su tutte Amazon, che centralizzano i costi e chiedono in cambio commissioni sulla vendita. Anche gli aggregatori acquisiscono maggiore rilevanza e diventano un punto di riferimento per gli utenti come succede con portali come https://buonoedeconomico.it

Quanto vale il commercio online rispetto ai canali fisici

Il peso degli acquisti online in Italia rappresenta ancora una piccola fetta dell’intero comparto della vendita al dettaglio. Infatti il suo peso si assesta intorno all’8% del volume complessivo delle compravendite.

Si tratta di un fenomeno da osservare con attenzione per valutarne l’effettivo impatto. Soltanto durante il 2020, sempre secondo i dati ricavati dall’Osservatorio eCommerce B2c, l’aumento è stato di due punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Tra i fenomeni che spesso vengono imputati all’utilizzo dei servizi online c’è l’alta incidenza delle connessioni da mobile. Agli italiani piace collegarsi a internet attraverso il proprio smartphone e sempre più persone completano i propri acquisti attraverso questo dispositivo. Il rapporto riferisce che il 56% degli acquirenti ha completato il proprio acquisto da un dispositivo mobile.

Con l’informatizzazione che tarda a decollare, non stupisce che questo sia diventato lo strumento preferito per accedere alla rete. Del resto negli Stati Uniti, dove internet rappresenta da molto più tempo un canale d’accesso alle informazioni e alle risorse quotidiane, l’aumento degli acquisti online si è attestato intorno al 71%. Questo dato dimostra l’impatto che ha avuto il lockdown sulle abitudini e lo stile di vita di molti, offrendo molti spunti sui quali elaborare strategie di posizionamento per raggiungere i propri potenziali clienti.

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