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Crisi di governo, Conte: “Sono rammaricato, ci ho provato in tutti i modi”

Ieri, durante una conferenza stampa, Matteo Renzi ha ufficialmente ritirato le due ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti dall’esecutivo. La notizia non è stata presa positivamente dai più della maggioranza, che hanno invaso i social network di messaggi di sostegno rivolti al presidente del Consiglio con l’hashtag #AvantiConConte. E anche lo stesso Premier si è espresso duramente. “Renzi si è assunto la grave responsabilità di aprire una crisi di governo” che sta procurando “un notevole danno al Paese nel pieno di una pandemia”, ha infatti commentato prima di andare a informare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Crisi di governo, Conte: “Le ho provate tutte”

Dopo la conferenza stampa, gli altri ministri e il presidente Conte si sono riuniti in un Consiglio dei ministri che il Premier ha aperto dicendo: “Sono sinceramente rammaricato e credo di poter interpretare anche i vostri pensieri”. Di fatto, per quanto ne sappiamo finora, sembra che Matteo Renzi abbia aperto una vera e propria crisi al buio, e che lo abbia fatto nonostante gli sforzi di Conte ad aprire un dialogo. “Ho provato fino all’ultimo minuto utile a evitare questo scenario, e voi siete testimoni degli sforzi fatti in ogni sede, ad ogni livello di confronto”, ha dichiarato Conte. “Ancora due giorni fa e oggi ho ribadito che avevo preparato un lista di priorità per un confronto da fare non appena approvato il Recovery, in serata le misure anti-Covid, la proroga dello stato di emergenza, giovedì lo scostamento di bilancio”, ha aggiunto poi.

Non ci siamo mai sottratti a un tavolo di confronto, anche se oggettivamente diventa complicato un confronto quando il terreno è disseminato continuamente di mine difficilmente superabili”, ha detto di fronte ai suoi ministri. Questa crisi di governo, una manovra che l’Italia conosce fin troppo bene, arriva proprio in un momento in cui il Paese “sta guardando la drammatica situazione che stiamo vivendo. Ho offerto la disponibilità a un tavolo di legislatura. Eppure di fronte a questa disponibilità ci sono state comunque le dimissioni delle ministre”, ha sottolineato durante la riunione. Tra l’altro, fonti di maggioranza confermano che Conte nei giorni scorsi avrebbe cercato al telefono il leader di Italia Viva tramite telefonate e messaggi. Una ricerca che, tuttavia, non ha mai trovato risposta. 

crisi governo Renzi

Crisi di governo, Renzi: “Nessuna pregiudiziale su Conte”

Ancora non è quindi ben chiaro quale sia il reale obbiettivo di Matteo Renzi. Sicuramente, il suo scopo era quello di ribaltare le forze di maggioranza, riuscire a ottenere una maggiore influenza e, magari, anche un cambio di leadership. Ma era necessario arrivare a proclamare la crisi di governo? Cosa succederà ora è tutto da scoprire. “Un nuovo governo Conte? Non abbiamo veti su nessuno, né pregiudizi su alcuno. Andare in Parlamento non è una concessione ma un elemento fondamentale. Se vorrà venire, ci troverà in Parlamento. A lui la scelta. Ma come non c’è alcun veto o pregiudizio da parte nostra, sia chiaro che sia per questa maggioranza che per una eventuale forma diversa non c’è un solo nome per Palazzo Chigi. Chi dice ‘o tizio o voto’ è irresponsabile”, ha dichiarato il leader di Italia Viva.

Lasciare un incarico di governo richiede lunghissime, dolorose e assai profonde considerazioni“, hanno scritto le due ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto nella lettera delle loro dimissioni inviata al presidente del Consiglio. “Abbiamo deciso di rimettere il mandato in nome della dignità e della nobiltà della politica e della nostra libertà e responsabilità individuale. Il nostro obiettivo non è ottenere un incarico di governo in più, ma avere un’azione di governo più efficace per gli italiani. Se per uscire da questo immobilismo serve un atto di responsabilità, siamo i primi a compiere questo passo, augurandoci che possano così realizzarsi le condizioni per una nuova e diversa fase per il nostro Paese, guidata da un governo capace di rispondere prontamente ai bisogni dei nostri cittadini, famiglie e imprese”, prosegue poi il testo.

Franceschini: “L’attacco a Conte è all’intero al governo”

Nelle ore che hanno seguito la conferenza stampa, quasi tutti gli esponenti della maggioranza, e non solo, si sono schierati al fianco del Premier Conte in questa crisi di governo. “Un governo senza Conte? Noi non siamo disponibili ad andare oltre il perimetro di questa coalizione. Tutte le iniziative che assumeremo le assumeremo in rapporto con Conte e gli alleati della maggioranza. Crediamo che agli italiani sia difficile spiegare perche’ dovremmo abbandonare Conte. Mi pare un salto nel vuoto senza giustificazione”, ha dichiarato per esempio il vicesegretario del Partito Democratico Andrea Orlando.

Chi attacca il presidente del Consiglio attacca l’intero governo. Giuseppe Conte sta servendo con passione e dedizione il proprio Paese nel momento più difficile della storia repubblicana”, ha ribadito invece il ministro Dario Franceschini durante il Consiglio dei ministri. “In questi mesi durissimi l’Italia ha potuto contare sul grande impegno di Giuseppe Conte e della squadra di governo. Ora c’è un Paese da ricostruire, avanti con Conte”, è poi il commento del leader del PD Nicola Zingaretti. Infine, anche il capo politico del Movimento 5 Stelle Vittorio Crimi si è confermato al fianco del Premier Conte: “In questo momento di crisi non può esserci altro pensiero che continuare a lavorare per il bene del Paese e dei cittadini. Il M5s c’è e farà la sua parte. Andiamo avanti con Conte”. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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