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Crisi di governo, il vertice tra Conte e Iv si risolve con la consegna della lettera di Renzi

Dopo giorni di attesa, ieri sera finalmente si è tenuta la famosa riunione tra Conte e Italia Viva. Durata totale: mezz’ora. Ci si aspettava una lunga discussione, una vera e propria resa dei conti, soprattutto dopo la lettera “ultimatum” che ieri Renzi ha pubblicato su Facebook. Si immaginava che la crisi di governo potesse essere dietro l’angolo insomma. E invece Italia Viva non ha fatto la voce grossa, anzi. Si è letteralmente accontentata di consegnare lo stesso testo nelle mani del presidente del Consiglio. Cinque lunghe pagine di consigli, critiche, riflessioni. Mentre dall’altra parte, Conte ha continuato a difendere le sue scelte, ma giustamente si è riservato una “riflessione”.

>> Leggi anche: L’ultimatum di Renzi a Conte: “No alla task force, sì al Mes”

crisi di governo

Crisi di governo, il tanto atteso incontro tra Conte e Iv

“Abbiamo rappresentato al Premier le nostre argomentazioni, ora aspettiamo che faccia una riflessione per vedere se ci sono le condizioni per andare avanti”, ha dichiarato la ministra Teresa Bellanova al termine del vertice. “Conte ci ha detto che il nostro è un documento importante e costruttivo, ci farà sapere”, ha aggiunto poi. Secondo quanto trapelato, però, la crisi di governo non è ancora del tutto superata. Anzi. E’ per questo che non si capisce bene a che gioco stiano giocando Renzi e i suoi: vogliono la crisi? Non la vogliono? Quando hanno la possibilità di cambiare le carte in tavola, alla fine si tirano indietro. Sembra insomma che sia più un mero gioco politico, che altro.

Abbiamo ribadito al Presidente Conte che la questione sono le idee e non gli incarichi, servono proposte e scelte coraggiose“, ha detto ancora Bellanova. Tuttavia, un confronto di “idee” in realtà non c’è stato. Per questo il loro piano risulta essere piuttosto ricoperto di ombre. Soprattutto perché sostengono che ora sia “inutile discutere”, anche se sono stati i primi a far alzare la tempesta. “Ora spetta a Conte. Vediamo se alle parole seguiranno atti concreti”. Quindi dopo oltre sette giorni di polemiche, di discussioni, di ricatti su giornali e televisioni, di minacce di abbandono dell’esecutivo, il tanto atteso faccia a faccia si è concluso così. Con una lettera e un “vedremo”. Sostanzialmente, un nulla di fatto.

Matteo Renzi

Quindi Renzi e i suoi, in piena pandemia, prima hanno invocato la crisi di governo in tutti i modi, e poi si sono limitati a lasciare una lettera al Premier con i loro consigli, le loro idee per andare avanti. E’ stato sicuramente aperto un canale di dialogo, ma non si è scongiurata la crisi. E ancora non è chiaro quale sia il piano di Renzi: se abbia davvero un progetto in mano, o se semplicemente stia cercando di tornare alla ribalta. Anche perchè il Presidente si era seduto al tavolo del confronto affermando di non essere disposto ad accettare un “prendere o lasciare”.

Così non si è parlato di rimpasto, ma semplicemente di essere coinvolti nelle scelte di governo. E dopo che Renzi, Bonetti, Rosato, Boschi e Faraone hanno presentato tutte le richieste, è intervenuta la ministra Bellanova. “Non siamo noi l’anomalia, ma un Premier che ha guidato governi di colori politici opposti”. Anche a questo Conte si è limitato a ribattere. Ma quello non è stato il fulcro della discussione: si è parlato delle ragioni dietro alla task force, della resistenza del Movimento 5 Stelle sul Mes, di un piano sulle infrastrutture da finanziare con il Recovery. E in conclusione, si è messa una pezza. Ora tocca al Premier riuscire a calmare le acque, per poter lavorare nel migliore dei modi, e provare ad accontentare un po’ tutti per evitare di nuovo situazioni di questo genere. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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