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Crisi di governo, stoccata di D’Alema a Renzi: “Non si caccia l’uomo più popolare per volere del più impopolare”

La (presunta) crisi di governo rientrerà per il semplice motivo che “conviene a tutti, vedrete che presto si tornerà a parlare d’altro”. Anche perché “non credo che possa passare per la mente di nessuno l’idea di mandare via da Palazzo Chigi l’uomo più popolare del Paese per fare un favore a quello più impopolare”. Lo dice Massimo D’Alema in un colloquio telefonico con un giornalista di Repubblica, esprimendo qualche cauto parere sullo scontro tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi.

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Crisi di governo, come andrà a finire? La “stampella” per Conte sarebbe già pronta

Insomma, l’ex premier e segretario Pds-Ds, ora eminenza grigia di Articolo 1, il partito che esprime il ministro della Salute Roberto Speranza, si dice abbastanza sicuro di come andranno a finire le cose. “Conosce i suoi polli”, D’Alema. E Renzi è un gallo nel pollaio dell’ex sinistra moderata che fu, agli albori del Pd. Un gallo che gioca tutte le sue carte per ottenere il massimo avendo ben poco. Renzi sa che elezioni anticipate sono improbabili e quindi cerca di massimizzare il risultato, rischiando il tutto per tutto. Persino di trovarsi all’opposizione con un Conte ancora in sella, sostenuto da una maggioranza sì più debole ma più “responsabile”. Quei responsabili che il premier sta cercando in Senato, per sopperire all’eventuale uscita di Italia Viva.

Come andrà a finire lo sapremo tra qualche giorno. Di elezioni anticipate non se ne parla, nonostante qualche retroscena parli di un’irritazione di Mattarella, che sarebbe diventato più “freddo” con Conte nonostante i discorsi ufficiali. Di rimpasto, con un maggiore peso di Renzi nel governo, nemmeno. O meglio, è un’ipotesi ma poco probabile: indebolirebbe Conte e pure l’asse Pd-M5S.

L’uomo che potrebbe rinsaldare le fila della maggioranza giallorossa

Quindi un Conte rinviato alle Camere dopo l’uscita di Renzi, che guadagna il sostegno di alcuni responsabili, sembra essere lo scenario più probabile, insieme a quello di un ritorno sui suoi passi di Renzi, una volta accolte almeno in parte le sue richieste sul Recovery Plan. E D’Alema dice anche chi potrebbe essere il vero artefice di questa operazione: Goffredo Bettini.

Sull’ipotesi che Palazzo Chigi possa essere la prossima destinazione di Bettini come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, l’ex presidente del Consiglio e ministro degli Esteri osserva: “Bettini è uno serio e responsabile. Per fortuna a cercare una soluzione ci sono uomini come lui e come Roberto Speranza, il difensore della salute degli italiani”. >> I retroscena di politica italiana

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