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Crisi di governo, l’uomo della salvezza sarà Mario Draghi?

Tutte le polemiche sollevate nelle ultime settimane non sono emerse per il bene del Paese, per riuscire ad affrontare dignitosamente questa pandemia del tutto fuori controllo. Sono invece il frutto delle gelosie maturate da parte della maggioranza nei confronti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dell’individualismo che ha dovuto costruire per poter lavorare, in uno stato di emergenza, nel modo più celere possibile. Dopo gli incontri per la verifica di governo, infatti, non si è parlato tanto di crisi di governo, ma piuttosto di collegialità: a Conte è richiesto di prendere di più in considerazione le forze della maggioranza. Certo è che se queste continuano a concentrarsi solo sulle polemiche, quasi fossero all’opposizione… Forse il Premier farebbe bene ad andare avanti come ha fatto fino adesso. Il rischio, però, è che possa essere sostituto da un’altra persona, e un nome ci sarebbe già.

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Crisi di governo, cosa sta succedendo a Palazzo Chigi

Il dubbio della crisi di governo non è ancora stato abbandonato. Quel che è certo è che si vogliono evitare le elezioni anticipate. Dal Quirinale addirittura si pensa di spostare le amministrative di primavera in settembre. E non si vuole arrivare nemmeno al rimpasto: bisogna rimescolare le carte in tavola e cercare di andare avanti. Sostanzialmente, quindi, Conte sarà costretto ad aprirsi a una maggiore collegialità, e ad accettare una procedura condivisa sulla gestione dei 209 miliardi del Recovery Fund. Dunque i progetti dovranno essere visionati e approvati dal Consiglio dei Ministri, e la parte esecutiva dovrà essere affidata a un comitato composto da un ministro per ogni partito. Tra l’altro, il Partito Democratico vorrebbe includere nel processo anche una delegazione dell’opposizione, ma su questo Conte sembra non essere disposto a scendere a compromessi.

E’ chiaro, però, che l’obbiettivo non è tanto il bene del Paese, ma ridimensionare i poteri del Presidente Conte. E il capofila di questa battaglia è, come ormai ovvio, proprio Matteo Renzi. Spalleggiato, però, da un Partito Democratico che non vuole esporsi fino in fondo. Dall’altra parte, il Premier non vuole proprio cedere la delega ai servizi, e ha fatto capire che solamente l’intervento di Mattarella potrebbe costringerlo a farlo. Tuttavia, si può dire che Conte stia rischiano molto: pare che ci sia in progetto di sostituirlo, e non mancherebbe molto.

Alla fine arriva Mario Draghi

Intanto, infatti, dietro le quinte ci sono i burattinai. Sembra che Enrico Letta stia creando un’ampia maggioranza in grado di sostenere un’alternativa a Conte. Inoltre, pare proprio che la cosa sia anche appoggiata dal presidente della Repubblica Mattarella. Per questo si dice che, una volta approvata la finanziaria a gennaio, Conte avrà i giorni contati. Poi, forse, sarà costretto a lasciare il posto a… Proprio lui: Mario Draghi. L’ex presidente della BCE, infatti, si è detto disposto a coprire l’incarico, ma a due condizioni: un sostegno forte dei partiti di maggioranza, con anche Lega e Forza Italia, e la nascita di un governo di ricostruzione con un mandato chiaro.

Tra l’altro, secondo quanto riportato da Dagospia, sembra che tutto sia già stato studiato nei minimi particolari: dopo un anno e mezzo a Palazzo Chigi, Draghi dovrebbe spostarsi a Palazzo Madama e da lì continuare a seguire la gestione dell’emergenza sanitaria e del Recovery Fund. Ovviamente, il tutto con un chiaro sfondo europeista, cosa che a Giorgia Meloni proprio non piace e per questo si è detta non disponibile a un governo di ricostruzione. Il che per Draghi in realtà è positivo: il profilo dell’Economist ha incoronato Giorgia Meloni come nuovo leader della “hard right”, e l’ha anche definita “erede dei fascisti”. E questa, di sicuro, non sarebbe una buona pubblicità per un governo nascente.

Quindi da Bruxelles si accetterebbe anche di far tornare Salvini, ma esclusivamente a patto che al governo, in primis, ci sia Mario Draghi. Perchè di lui si fidano, e non poco. Tra l’altro, Draghi ha anche un ottimo rapporto non solo con la Casa Bianca, ma soprattutto con il nuovo tesoriere Janet Yellen. Per questo il suo nome è ben visto dal neo Presidente Joe Biden. In più, secondo l’ultimo sondaggio politico della Ghisleri pubblicato su La Stampa, 6 italiani su 10 pensano che il governo non sarebbe in grado di spendere nel modo giusto i soldi del Recovery Fund. Per questo si sta studiando un governo tecnico e… alla fine (forse) a salvarci arriverà Draghi. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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