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Crisi di governo, Conte al contrattacco: “O me o le elezioni anticipate”

Crisi di governo news. E’ stata un’altra giornata di silenzi e trattative quella di oggi, domenica 17 gennaio 2021. Giuseppe Conte ha ancora 48 ore prima di presentarsi al Senato per la “conta” che potrebbe segnare la fine del suo secondo governo. Ma non è ancora detta l’ultima parola. “O noi e le elezioni anticipate”, queste sarebbero state le parole pronunciate oggi dal premier, determinato a trovare una soluzione per far proseguire l’esecutivo giallorosso.

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Crisi di governo news: il tempo stringe, la strada dei “responsabili” non è del tutto tramontata

“Visto che il tempo stringe e i voti sembrano mancare, una certa preoccupazione sembra aver investito anche Giuseppi che ricorre allo spauracchio delle elezioni, tanto per cercare di convincere gli incerti che il burrone è vicino, anzi vicinissimo. Come un pokerista vede e rilancia, rischiando di perdere. Tanto. Ma ormai, come confermato in un retroscena pubblicato oggi dal ‘Giornale’ in edicola, vuole giocarsi il tutto per tutto, anche perché qualcuno sembra aver fatto marcia indietro e si deve quindi puntare su altri cavalli.” Così Valentina Dardari sull’edizione online de Il Giornale dipinge un Conte sì preoccupato ma agguerrito. E pronto a giocarsi fino all’ultima carta.

La strada dei responsabili non è del tutto tramontata. Se l’Udc si è sfilata, nei corridoi di Palazzo Madama si sussurra di altre possibile acquisizioni per il “partito di Conte”. Qualche senatore di Forza Italia sarebbe disposto a non seguire il diktat del capo supremo Berlusconi e a garantire l’appoggio al governo giallorosso, per puro “spirito patriottico”. E non è del tutto escluso che anche qualche esponente di Italia Viva, in particolare nell’area “socialista”, possa decidere di rinnegare la rottura voluta da Matteo Renzi e imbarcarsi con Conte, magari in cambio di un posto nell’esecutivo.

Per ora il pallottoliere segna “156”, mancano ancora 6 voti: quali altre strade?

Ma la conta, febbrilmente aggiornata di ora in ora, al momento segna “156”. Mancano dunque ancora 6 voti per il fatidico “161” che consentirebbe al Conte bis di sopravvivere. L’unica altra strada che possa consentire al premier di proseguire è un ritrovato accordo con Italia Viva. Matteo Renzi, nonostante il duro intervento in cui ha annunciato le dimissione dei suoi ministri, non ha chiuso del tutto la porta. Ma il punto è un altro: la porta sembra averla chiusa Conte.

Il premier non sembra disposto a tornare sui suoi passi. Cedere alle richieste di Renzi, dal Recovery Plan al Mes, fino a questioni pur importanti ma meno impellenti, vorrebbe dire prima di tutto accettare di essere “normalizzato”, se non di finire sotto tutela. Poi aprirebbe altre pericolose fratture nella maggioranza: sul Mes è nota la totale indisponibilità a trattare del M5S. Per questo Giuseppe Conte alza la voce. Quel “o me o elezioni anticipate” è anche un ultimo tentativo di far tornare Renzi a più miti intenzioni. Sa benissimo il senatore di Rignano che in caso di elezioni anticipate in primavera Italia Viva rischia concretamente di restare fuori dal Parlamento. E potrebbe quindi tornare all’ovile, magari mettendoci dentro qualcuno dei suoi fedeli (Boschi, Rosato, come abbiamo ipotizzato qui). E’ la strada a cui lavorano sotto traccia gli sherpa del Pd, Bettini in testa. >> I retroscena di politica italiana

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1993 con la cronaca locale, poi si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese", "Il Giornale di Varese", "Lavoro e Carriere", "Il Secolo XIX".

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