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Crisi di governo, Renzi: “Se ci sono i responsabili voteremo no alla fiducia”

Dopo aver innescato la crisi di governo, Matteo Renzi spera di riuscire a bloccare anche la ricerca dei responsabili. Ormai quindi è chiaro: il suo scopo è solamente quello di far cadere l’esecutivo. O meglio: la testa di Conte. Pare infatti che se dovessero arrivare i responsabili, loro andrebbero all’opposizione. E non sono supposizioni: a dichiararlo è stato proprio Renzi durante la trasmissione Diritto e rovescio in onda su Rete 4. “Se non ci vogliono, con molta libertà, noi non diamo la fiducia“, ha affermato. Un po’ come se, alla fine, la vera vittima di questa situazione fosse Italia Viva.

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crisi governo Renzi

Crisi di governo, Renzi: “Se non ci vogliono noi non diamo la fiducia”

“Se loro hanno i numeri, questa è la democrazia parlamentare che vince, tanto di cappello. Ma se i numeri non ce li hanno si andrà al Quirinale e si farà un altro governo“, ha aggiunto poi Renzi. “Durante una pandemia esiste ancora la democrazia o bisogna interromperla?”, ha chiesto ironicamente. “Sono stato contento del Conte bis quando rischiavamo i pieni poteri a Salvini. Oggi dico che i pieni poteri non vanno dati a nessuno, nemmeno a Conte. Per questo ho chiesto spiegazioni sulla gestione dei servizi segreti”. Ma se il Premier “troverà i voti in parlamento, avrà grande rispetto”. Probabilmente, però, non quello di Italia Viva.

“In Aula per noi parlerà Teresa Bellanova, che per coerenza di idee ha lasciato la poltrona mentre qualcuno un giorno è amico di Trump e un giorno lo critica, un giorno vota i decreti sicurezza e un giorno li cambia. Noi siamo gli unici coerenti che non difendono il ‘seggiolone’, ma vorremmo difendere l’Italia“, ha dichiarato Renzi, lo stesso che ha aperto le porte alla crisi di governo.

Matteo Renzi

Renzi: “Ci hanno detto che non gli serviamo”

Rispondendo poi alle parole del ministro degli Esteri Di Maio, il quale ha dichiarato “mai più con Renzi“, il leader di Italia Viva ha affermato: “Sono veramente dispiaciuto per Di Maio. Avrà più tempo per occuparsi di politica estera, che da quando è lì non si lavora più sulla Libia né sulla Cina, quando si va in America sbaglia interlocutore. Sono contento almeno avrà più tempo per provare a fare il ministro degli Esteri”. Il tono di Renzi oscilla tra il sarcastico e l’accusatorio per tutto l’intervento. “Ho scoperto che tra le tante cose che dicono di me avrei anche truccato le elezioni in America insieme a Obama”, ha ironizzato. “Io sto chiedendo una cosa semplice, che ci siano più soldi per la sanità, con il Mes, più soldi per i giovani, avevano approvato un documento senza leggerlo”.

Dopodiché, Renzi è tornato alla scorsa estate, e ha detto: “Io il 22 luglio, sei mesi fa, mi sono alzato in Parlamento, non sui social, e ho chiesto al presidente del Consiglio di dedicare agosto alla scrittura del Recovery plan, è così che si risponde ai commercianti, nel Recovery plan c’è la risposta alla vita delle persone, non temi astratti”. E poi ha attaccato: “Non m’ha risposto Conte, da agosto, poi a dicembre hanno presentato il documento e non c’erano le cose che servivano. E non c’erano i soldi per la sanità, noi volevamo cambiare delle cose e ci hanno offerto due poltrone in più, a noi interessano le idee non le poltrone”. Alla fine “ci hanno detto che non gli serviamo“.

crisi del governo

Renzi: “Se non ci sono i numeri si andrà al Quirinale per fare altro Governo”

Infine, il leader di Italia Viva ha attaccato il governo su diversi punti, gli stessi discussi negli ultimi mesi. “Dopo che per sei mesi chiedi di sbloccare i cantieri, e non fanno nulla, poi ho chiesto che si riaprissero scuole perché così ragazzi non perdono un anno, noi abbiamo preso 461 milioni di euro e li abbiamo buttati via per i banchi a rotelle. Ho chiesto di pensare alla crisi del lavoro perché è inutile dare il ristoro se non dai occasione di ripartita. Esiste ancora democrazia o bisogna interromperla? Se sto fuori sto fuori, se non ci sono i numeri si andrà al Quirinale per fare altro Governo”, ha dichiarato alle telecamere di Diritto e rovescio.

“Se loro non ci vogliono, noi continueremo comunque a votare le cose che servono all’Italia”. Si parla quindi di ristori, di scostamento di bilancio e delle misure anticovid. Ma anche di quanto succederà la settimana prossima, dopo l’apertura alla crisi di governo. “Se ottiene 161 voti Conte ha vinto e governa, poi voglio vedere come, ma a questo punto non è un mio problema, se invece non arriva si farà nuovo Governo”. Tanto “alle elezioni non si va, si va nel 2023”. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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Written by Chiara Caraboni

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