in

“Chiusa in una stanza con chi non trattiene i peti”: l’accusa di Dania Mondini, giornalista del Tg1

La conduttrice del Tg1 Dania Mondini ha denunciato di essere stata vittima di un caso di stalking… Molto particolare. A riportare la notizia è Repubblica, che specifica anche i nomi dei cinque giornalisti che, all’epoca dei fatti, nel 2018, erano ai vertici del Tg.

dania mondini

Dania Mondini e la denuncia alla Rai

L’accusa è piuttosto insolita: Dania Mondini, infatti, la conduttrice del Tg1, ha affermato di essere stata messa in una stanza con un collega con dichiarati problemi di flatulenza. E, stando a quanto riportato, i colpevoli sarebbero stati Filippo Gaudenzi, Marco Betello, Piero Felice Damosso, Andrea Montanari e Costanza Crescimbeni. Proprio loro, i cinque giornalisti e dirigenti, l’avrebbero prima demansionata e poi spostata accanto a un collega conosciuto appunto per non riuscire a trattenere peti ed eruttazioni. E, dopo il suo rifiuto al trasferimento, pare che la Mondini abbia anche ricevuto una serie di ritorsioni.

Secondo quanto raccontato, infatti, da quel momento in poi sembra le siano stati affidati solamente servizi brevi e di minore importanza. Non solo: la giornalista avrebbe ammesso di essere stata anche aggredita verbalmente a causa di piccoli errori commessi durante la conduzione del Tg. E proprio questo l’avrebbe portata alla decisione di denunciare sia i colpevoli che i fatti.

ARTICOLO | Decreto Taglia prezzi, dalle bollette alla benzina: ecco tutte le misure

ARTICOLO | Bonus benzina 2022 anche a tutti i dipendenti privati: la platea si allarga

Il procuratore generale si oppone all’archiviazione e riapre il caso Mondini

Ora il caso Mondini è arrivato tra le mura del tribunale. Anche lì la questione risulta piuttosto complicata: cinque giornalisti infatti hanno sostenuto che non ci sia stata alcuna persecuzione nei confronti del mezzobusto del Tg1. Una, invece, ha confermato le accuse. La procura quindi avrebbe richiesto l’archiviazione sostenendo che non ci sia stato stalking, ma al massimo si potrebbe parlare di mobbing. Il quale, però, non è un reato penale.

E’ proprio a questo punto poi che sono cambiate le carte in tavola: il procuratore generale Marcello Monteleone ha deciso di prendere in mano l’inchiesta e continuare a indagare i cinque giornalisti accusati. Riaprendo, di fatto, la questione a tutti gli effetti. >> Tutte le notizie di UrbanPost

Seguici sul nostro canale Telegram

bonus bollette

Decreto Taglia prezzi, dalle bollette alla benzina: ecco tutte le misure

reinfezione covid

Reinfezione Covid, rischio basso di nuove forme letali anche dopo un anno