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Nuovo Dpcm, Decaro (presidente Anci): «Responsabilità ai sindaci? Non lo accettiamo»

Antonio Decaro, presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, si oppone alla nuove misure dell’ultimo Dpcm datato 18 ottobre 2020. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ieri sera, ha annunciato che sarà dei comuni, e quindi dei sindaci, la responsabilità di far rispettare il coprifuoco ai cittadini. I primi cittadini avranno dunque il potere di ridurre il coprifuoco fino alle 21. Decaro si oppone e afferma: «I sindaci non possono controllare, per questo abbiamo preteso che sparisse dal testo del Dpcm la parola ‘sindaco».

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Antonio Decaro

Il nuovo Dpcm 18 ottobre 2020

Durante la conferenza stampa in diretta da Palazzo Chigi di ieri sera, 18 ottobre 2020, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha illustrato alla nazione le nuove misure di sicurezza per affrontare l’emergenza Corona Virus. Dopo aver parlato di scuole, palestre e ristorazione il presidente affronta l’argomento coprifuoco che sarà per tutti dalla mezzanotte in poi. Ma, sottolinea, che la responsabilità a far rispettare tali misure dovrà essere dei sindaci, che avranno il potere di ridurre l’orario di chiusura. Infatti, il discorso inizia con queste parole: «I sindaci potranno disporre la chiusura al pubblica dopo le ore 21 di vie e piazze dove si creano assembramenti consentendo l’accesso solo a chi deve raggiungere esercizi commerciali e abitazioni private». Subito dopo la conferenza stampa, arrivano i primi commenti dei sindaci che dimostrano malcontento rispetto a tali responsabilità. Dopo i vari disappunti, sparisce la voce “sindaci” dal Dpcm. Una scelta presa dopo le varie polemiche sollevate dai primi cittadini.

Giuseppe Conte

La polemica di Antonio Decaro

Il primo a mostrare disappunto è proprio Decaro, che come presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani afferma: “Ci saranno le forze dell’ordine a controllare le aree pubbliche in cui sarà vietato l’ingresso e a riconoscere residenti e avventori dei locali? I cittadini non si sposteranno da una piazza a un’altra?”. Il sindaco di Bari infatti pretende che i primi cittadini siano tutelati e che questa responsabilità non può essere scaricata su di loro. Decaro continua la sua arringa puntando il dito anche sul governo: «Nei momenti difficili le istituzioni si assumono le responsabilità e non le scaricano altre istituzioni con cui lealmente dovrebbero collaborare. I sindaci sono abituati ad assumersi le loro responsabilità. Vorremmo che tutte le istituzioni facessero lo stesso».

Continua dicendo: «Senza nemmeno affrontare il tema nelle numerose riunioni di queste ore, inserisce in un Dpcm una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco agli occhi dell’opinione pubblica. Questo non lo accettiamo». Anche il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori sostiene la polemica di Decaro e afferma che questa misura voluta dal governo è «inapplicabile». Dopo poco il decreto è stato modificato ma ancora non è chiaro di chi sarà questa responsabilità. >>  tutte le news di politica italiana

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