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Decreto 4 maggio: si può entrare in Italia dall’estero? E per brevi soggiorni?

Decreto 4 maggio: si può entrare in Italia dall’estero? E per brevi soggiorni? L’allentamento delle misure restrittive previsto a partire dal 4 maggio fa sorgere molti dubbi sulle effettive possibilità di spostamento all’interno e all’esterno dei confini nazionali. Fermo restando che i movimenti (confinati alla regione) debbano essere comunque motivati dalle solite comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute (cui si è aggiunta la visita ai familiari); è permesso far ingresso in Italia tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre.

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Decreto 4 maggio: si può entrare in Italia?

Chiunque intenda entrare nel Belpaese è tenuto a consegnare all’atto dell’imbarco la dichiarazione che attesti i motivi del viaggio, rientranti comunque tra le suddette giustificazioni. Dovrà inoltre fornire indirizzo completo dell’abitazione o dimora dove sarà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario e il mezzo di trasporto privato utilizzato per raggiungerla insieme al recapito telefonico necessario per ogni comunicazione. L’imbarco avverrà previa misurazione della temperatura, ove questa non manifesti stati febbrili. Qualora l’ingresso in Italia dovesse avvenire con mezzo privato, le persone interessate – anche se asintomatiche – sono obbligate a comunicarlo immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per il luogo in cui si svolgerà il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario.

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Brevi soggiorni in Italia: solo per comprovate esigenze lavorative

È possibile poi, esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, far ingresso in Italia per soggiorni brevi ma comunque per un periodo non superiore a 72 ore, “salvo motivata proroga per specifiche esigenze di ulteriori 48 ore”. Chiunque intenda entrare nel territorio nazionale, tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, è tenuto a dichiarare in modo chiaro, al momento dell’imbarco, le comprovate esigenze lavorative e la durata di permanenza in Italia. Con esse è necessario fornire, inoltre, un recapito telefonico e l’indirizzo (o indirizzi, se più di uno) completo dell’abitazione, della dimora o del luogo di soggiorno in Italia e il mezzo privato che verrà utilizzato per raggiungere la stessa dal luogo di sbarco o effettuare i trasferimenti.

Allo scadere del periodo di permanenza indicato, vi è l’obbligo “di lasciare immediatamente il territorio nazionale e, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione, la dimora o il luogo di soggiorno indicato”. >> Decreto 4 maggio: tutto quello che c’è da sapere sugli spostamenti

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