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Covid, domani Consiglio dei ministri sul nuovo decreto: verso un cambio di strategia sulle restrizioni

Decreto Covid Draghi, si va verso un cambio di strategia sulle restrizioni per il contenimento della pandemia. Mentre altre tre regioni oggi sono passate in zona arancione, per via dell’indice Rt stabilmente sopra 1, continua la preoccupazione per la diffusioni delle varianti. L’istituzione di zone rosse specifiche sembra essere la soluzione migliore per arginare la diffusione del contagio, almeno secondo il parere di un numero crescente di scienziati.

Decreto Covid Draghi

Decreto Covid Draghi: sarà eliminata la classificazione a colori delle regioni?

Non è ancora chiaro cosa deciderà il governo, ma sembra molto probabile che si arrivi ad un superamento della classificazione a colori delle regioni per decidere le restrizioni. Quello che ha fallito, a detta di molti, è appunto la dimensione “regionale”. Da un lato non permette di arginare i focolai epidemici più ristretti a livello territoriale, dall’altro penalizza maggiormente territori di una stessa regione con una minore incidenza di contagi.

Occorre leggere i numeri in un modo diverso e ripensare le restrizioni, stringendo il campo a livello provinciale se non comunale, come sta accadendo per le micro-zone rosse. In questo senso anche l’intervento del presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, di cui diamo conto più avanti in questo articolo.

I numeri, come e quando vengono “letti”: la chiave per rimodulare le restrizioni

I numeri, come e quando vengono “letti”. E’ questa la chiave che porterà alla nascita del primo decreto Covid del governo Draghi, su cui gli attori interessati stanno già riflettendo in queste ore. E a proposito di numeri, tornano subito alla mente le analisi che di giorno in giorno pubblica il chirurgo vascolare Paolo Spada, arrivate all’attenzione dei media nazionali e persino fuori dai confini nazionali.

Un grafico su tutti, quello dell’incidenza dei casi di Covid ogni 100 mila abitanti, ci dà un’idea di come potrebbero essere modulate le nuove restrizioni. L’incidenza dei casi, l’indice Rt e il tasso di occupazione dei posti letto: sono i tre parametri fondamentali per valutare l’impatto della pandemia su un territorio. Considerate l’incidenza, le attuali soglie regionali e il tasso di occupazione dei posti letto, ad oggi secondo i numeri analizzati da Spada (che utilizza come base di dati la fonte ufficiale, il ministero della Salute, ndr) sarebbero da zona rossa o comunque da “massime restrizioni” le seguenti province: Imperia, Lecco, Brescia, Mantova, Trento, Bolzano, Udine, la città metropolitana di Bologna, le province di Forlì-Cesena, Rimini, Ancona, Macerata, Perugia, Pescara, Chieti, Campobasso, la città metropolitana di Napoli, la provincia di Salerno, la città metropolitana di Bari e le province di Taranto e Vibo Valentia. (immagine qui sotto)

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Decreto Covid Draghi, Locatelli (pres. Consiglio superiore sanità): “Agire in modo selettivo su aree”

“Che la variante inglese diventi nella prossima settimana prevalente nel paese è largamente prevedibile”. Lo afferma il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, ospite a ‘Mezz’ora in più’ su Rai3. Variante che viene ‘coperta’ dai vaccini esistenti sul mercato.

“L’indice di trasmissibilità è del 39% superiore e questo è un dato di questa settimana. Fortunatamente al momento il riverbero sul numero dei contagi è stato limitato, non abbiamo avuto un’esplosione di nuovi casi. Credo che andare ad agire in maniera selettiva sulle aree possa essere una strategia, anche perché non esiste solo la variante inglese ma anche per quella sudafricana e brasiliana”.

L’invito di Locatelli è a farsi trovare pronti quando arriverà in numero più consistente le dosi. “Per fine marzo l’Italia dovrebbe ricevere, da inizio campagna vaccinale, 13 milioni di dosi”. >> Le notizie sulla pandemia da Coronavirus

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1993 con la cronaca locale, poi si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese", "Il Giornale di Varese", "Lavoro e Carriere", "Il Secolo XIX".

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