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Draghi vara def di guerra: «Preferiamo la pace o il condizionatore accesso?»

«È chiaro che la guerra ha causato un peggioramento delle prospettive di crescita. Consumatori e imprese vedono oggi un futuro meno positivo». Lo ha detto in conferenza stampa ieri, mercoledì 6 aprile 2022, Mario Draghi, dopo l’approvazione del Def e la firma sul dpcm che stanzia incentivi del valore di 650 milioni di euro per l’acquisto di auto e moto elettriche, ibride e a bassa emissione. La guerra frena «le prospettive di crescita: l’Italia si trova attaccata da più fronti, l’inflazione, il caro energia, la mancanza di materie prime», ha spiegato il presidente del consiglio. La situazione è «drammatica», i «bisogni» dei cittadini sono «disperati», le aziende piccole e grandi «soffrono». Il governo è sensibile a tutto questo, il premier l’ha spiegato. L’obiettivo è quello dunque di ridare fiducia al Paese. Mario Draghi, come hanno rimarcato tutti i principali quotidiani, ha fatto ricorso alle stesse parole usate quand’era presidente della Bce nel mezzo della crisi dell’euro e da premier durante la pandemia. L’esecutivo farà «tutto ciò che è necessario per aiutare le famiglie e le imprese», ha assicurato l’ex governatore di Bankitalia. In che modo però questa volta il tecnocrate tradurrà il «Todo modo» di sant’Ignazio di Loyola? In cosa consiste questo Def di guerra?

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Draghi vara def di guerra: «Preferiamo la pace o il condizionatore accesso?»

Mario Draghi agirà nella cornice europea (importante perché si evitino choc), senza scostamenti di bilancio che esporrebbero l’Italia alle intemperie dei mercati. L’ha spiegato all’ultimo Cdm a quanti gli chiedevano decine di miliardi. «Noi andiamo con quello che decide l’Ue. Se ci propongono l’embargo sul gas siamo contenti di seguire la linea. Quello che vogliamo è lo strumento più efficace per la pace. Ci chiediamo se il prezzo del gas può essere scambiato con la pace», ha detto fermo in conferenza stampa poi Draghi. «Ci sarà una proposta Ue che uscirà fra pochi giorni sull’energia. Non so se ci sarà sul prezzo del gas, ci sono punti di vista diversi fra noi la Germania e l’Olanda. Continuiamo a discutere, in Consiglio Ue di maggio sarà un punto di conclusione di questo dibattito e ci saranno proposte. Ma non possiamo solo aspettare in sede Ue, la nostra intenzione è andare avanti con provvedimenti ‘nazionali’», ha proseguito. Il viso tirato ha lasciato trasparire una certa preoccupazione: «Siamo molto consapevoli del disagio sociale, soprattutto per chi teme l’impatto dell’inflazione e siamo pronti e intervenire. L’abbiamo già fatto nel recente passato, sono stati stanziati 15,5 miliardi. Nelle prossime settimane comprenderemo meglio le dimensioni dell’intervento necessario e come finanziarlo», ha aggiunto Draghi al termine del Cdm.

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Il nuovo «Whatever it takes», proprio come i precedenti, si consumerà in fretta

Il nuovo Whatever it takes, proprio come i precedenti, si consumerà in fretta. Draghi non aspetterà l’Europa. È pronto a varare un decreto entro fine mese, con misure finanziate dai 5 miliardi del “tesoretto” del Def. Se necessario si attingerà anche ad altre risorse. Per ora la previsione è un Pil 2022 in discesa dal 4,7% stimato ad ottobre al 3,1%. Il dato tendenziale si fermerebbe al 2,9% ma, come ha spiegato il ministro dell’Economia Daniele Franco, il Paese riceverà linfa vitale stimolo da inedite misure «espansive». E l’esecutivo si sta muovendo: «Oggi ricordo che con decreto ministeriale firmato da me e dal ministro Cingolani abbiamo esteso di 10 giorni l’abbattimento di 25 centesimi dell’accisa su benzina e gasolio utilizzando il sovra-gettito iva, quindi l’abbattimento dell’accisa viene esteso da oggi al 2 maggio», ha detto ancora il ministro.

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Def di guerra, Draghi: «È chiaro che si sbaglia meno ad essere pessimisti piuttosto che ottimisti»

Sulle eventuali sanzioni al gas russo, il presidente del Consiglio ha poi dichiarato: «Preferiamo la pace o l’aria condizionata accesa tutta l’estate?». Una battuta ad effetto che sta rimbalzando da un quotidiano all’altro e che ha suscitato parecchio clamore sui social. È tutto in quest’aut aut – “Vogliamo la pace o star tranquilli, la pace o accendere il condizionatore?” – che si annida quel che Mario Draghi pensa. Ha fatto capire di credere nel Paese: «Va bene essere realisti, ma non drammatizzare: non è vero che non conviene produrre in Italia o che siamo messi peggio degli altri», ha detto sempre in conferenza stampa. Per poi lasciarsi andare ad un’altra frase ad effetto: «È chiaro che si sbaglia meno ad essere pessimisti piuttosto che ottimisti». Anche senza forniture russe «siamo comunque coperti fino a ottobre», ha detto il premier, che oggi incontrerà i sindacati a Palazzo Chigi. Maurizio Landini, segretario Cgil, si è già lamentato però: «Il Def è stato varato prima del confronto». Leggi anche l’articolo —> Riforma del catasto, “stangata Imu prima casa”: chi è che pagherà davvero di più

 

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