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Foggia detenuto evaso: trucidò la ex suocera Filomena Bruno, potrebbe uccidere ancora

Omicidio Filomena Bruno: evaso dal carcere di Foggia lo scorso 9 marzo, contestualmente alla protesta dei detenuti d’Italia contro il divieto del Governo dei colloqui in carcere con i familiari a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, Cristoforo Aghilar è ancora ricercato, in fuga, e pericoloso.

Cristoforo Aghilar detenuto evaso

Arrestato per aver trucidato la suocera evade dal carcere: ricercato Cristoforo Aghilar

L’uomo, 37enne di Orta Nova, era evaso dal carcere insieme ad altri detenuti ma, nonostante assidue e ripetute ricerche, non è stato ancora rintracciato dalle forze dell’ordine. Era detenuto per l’omicidio di Filomena Bruno, sua ex suocera, brutalmente assassinata a coltellate lo scorso ottobre nella sua casa di Orta Nuova, nel Foggiano, e deceduta in strada mentre cercava disperatamente di chiedere aiuto. Aghilar aveva intrapreso una relazione con la figlia 21enne della vittima, di cui era ossessionato. Un legame morboso e violento, che indusse la giovane, trasferitasi per un periodo in Germania con lui, a lasciarlo e tornare in Italia su consiglio ed esortazione della famiglia preoccupata per la sua sorte.

Denunce inutili: quella di Filomena Bruno una morte annunciata

L’omicidio di Filomena Bruno è stato una vera e propria vendetta messa in atto da Aghilar, che già in precedenza aveva cercato di ammazzarla ritenendo lei e i suoi familiari responsabili della rottura con la 21enne di cui si era invaghito. A niente sono valse le denunce di Filomena, minacciata più volte di morte da Aghilar: “L’unica protezione che fu assicurata alla signora – ha detto l’avvocato di famiglia Michele Sodrio a Chi l’ha visto? nella puntata del 1° aprile 2020 –  è che per qualche ora una pattuglia dei carabinieri stazionò davanti casa sua, sempre ad Orta Nova, poi la pattuglia andò via e consigliarono alla signora di chiamare il 112 per qualsiasi spostamento mentre la signora, vedova, restò in casa della madre, nell’abitazione di fronte alla sua”. Fatale per lei la decisione di rientrare un attimo nel suo appartamento per prendere alcuni affetti personali: Aghilar – “come risulta dagli atti di indagini, perché vi sono delle prove inconfutabili” – era già nell’appartamento, appostato, che la aspettava per ucciderla armato di un grande coltello da sub trovato in casa. Aghilar è tuttora ricercato e la famiglia Bruno è stata trasferita in un luogo protetto in via precauzionale: l’uomo può uccidere ancora.

 

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