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Discoteche ancora chiuse: «Noi perseguitati. Pronti a proteste rumorose»

Discoteche ancora chiuse per il Cts. L’ultimo incontro del Comitato tecnico scientifico ha deciso positivamente per l’aumento delle capienze nei luoghi di spettacolo e sport. Possono passare al 75% di capienza le manifestazioni sportive all’aperto, mentre per quelle culturali la capienza degli eventi all’aperto può tornare al 100%. Ma nessuno è contento: né chi godrà delle variazioni di capienza, né tantomeno chi è stato ancora una volta ignorato, vale a dire i locali da ballo.

discoteche chiuse

Aumento delle capienze

Per teatri e cinema la capienza era fino ad ora del 50%, mentre per i palazzetti dello sport era al 25%. Con l’incontro avvenuto lunedì sera, il Cts ha deliberato come segue: per le manifestazioni sportive è possibile prevedere un aumento della capienza massima delle strutture all’aperto al 75% e per quelle al chiuso al 50% in zona bianca. Quanto alle manifestazioni culturali, il Cts ritiene si possa “procedere con graduali riaperture degli accessi di persone munite di Green Pass per cinema, teatri, sale da concerto“. In particolare ritiene possibile “prevedere un aumento della capienza massima delle strutture al 100% all’aperto e all’80% al chiuso in zona bianca.

Cts, discoteche ancora chiuse

Nel prossimo Consiglio dei Ministri, in programma oggi, mercoledì 29 settembre, le indicazioni degli esperti potrebbero già tradursi in un pr«ovvedimento di legge. Lamentano la decisione i locali che vedranno aumentare il loro limite di capienza, ma soprattutto i locali da ballo, che sono stati esclusi di tronco dal Cts. Le discoteche, ha determinato il Cts, devono restare chiuse. Gianni Indino, presidente regionale del Sindacato locali da ballo, denuncia sul Resto del Carlino un “comportamento al limite del persecutorio”.

L’aumento delle capienze all’80% “sono insufficienti e francamente non oggettivamente motivate“. Lo afferma in una nota la Siae, Società Italiana degli Autori ed Editori, sottolineando che “paradossalmente in Italia abbiamo il numero di vaccinati più alto d’Europa e le misure più restrittive. Attualmente infatti la percentuale di persone almeno parzialmente protette dal coronavirus è dell’83,24% mentre il 77,99% è completamente vaccinato. Ci era stato detto che con queste percentuali si raggiungeva l’immunità di gregge. Cosa è cambiato?”.

Pronti a proteste rumorose

“Finora siamo stati civili, adesso la misura è colma: siamo pronti a forme di protesta rumorose, di cui penso si parlerà parecchio”, annuncia Gianni Indino. “Le aziende dell’Emilia Romagna che rappresento ritengono che servano decisioni forti per ribadire la nostra contrarietà a un comportamento al limite del persecutorio nei confronti dei nostri imprenditori e dei lavoratori che vivono di questa attività”. continua il presidente regionale del Sindacato locali da ballo. 

Col miglioramento della situazione pandemica, l’alto tasso di vaccinati e l’introduzione del Green pass, i proprietari – ma anche gli artisti – si domandano perché il Cts continui ad ignorare il settore. La frustrazione aumenta quando i lavoratori italiani guardano i loro colleghi, nel resto d’Europa, organizzare serate ed eventi a pieno regime. “Attendiamo la ‘sentenza’ e io sono molto preoccupato – confessa Indino -. Il rischio più che mai tangibile è quello che nemmeno stavolta, dopo ormai due anni di chiusura, le istituzioni risponderanno alle nostre istanze di riapertura”. “Nei nostri confronti non c’è mai attenzione e ci sentiamo oltremodo presi in giro”, conclude il rappresentante delle discoteche. >> Telegram oscura “Basta dittatura”, il canale di propaganda dei No-Vax

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