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Dl sicurezza, il Consiglio dei ministri approva le modifiche: cosa cambia

E’ bastata poco più di un’ora al Consiglio dei ministri per buttare i dl sicurezza di Salvini in un cassetto e far tornare l’Italia a essere un Paese più accogliente. Più umano. E così, le leggi volute dall’ex Ministro dell’Interno sono state modificate in modo trasversale. Le principali novità sono due: da una parte, il ritorno a un sistema più indirizzato verso i richiedenti di protezione internazionale e i titolari di protezione. Dall’altra, un rafforzamento del Daspo urbano.

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dl sicurezza

Dl sicurezza, le modifiche del Consiglio dei ministri

Non è servito molto per spazzare via i decreti sicurezza a firma Matteo Salvini e sostituirli con il nuovo testo presentato dal ministro Lamorgese. Un testo che ha messo insieme Partito Democratico e Liberi e Uguali, entrambi volenterosi di cambiare totalmente i decreti. Ma anche il Movimento 5 Stelle, che invece si sarebbe limitato a recepire le osservazioni del presidente della Repubblica Mattarella. Così, l’Italia da oggi torna a essere un Paese più umano, più accogliente. Il soccorso delle vite in mare viene riconosciuto come un obbligo costituzionale e internazionale.

Lo stesso vale per il divieto di espulsione e di respingimento di chi, nel suo Paese, rischia torture o trattamenti disumani: a loro va riconosciuta la protezione speciale. Non solo: tra i nove punti cardine del nuovo decreto c’è anche il diritto a essere accolti e integrati.

Per questo sono state disposte una serie di misure in materia di requisiti per il rilascio del permesso di soggiorno per esigenze di protezione del cittadino straniero, di limiti all’ingresso. Poi ancora è stato modificata la questione del transito di unità navali in acque territoriali e di inapplicabilità della causa di non punibilità per “particolare tenuità del fatto” ad alcuni reati precisi. Soprattutto, ora la legge prescrive il divieto di espulsione e di respingimento nel caso in cui il rimpatrio determini, per il richiedente, il rischio di tortura. Con queste leggi, quindi, si supera il dl Salvini e si aggiunge l’ipotesi del rischio di trattamenti inumani o degradanti, per cui si vieta l’espulsione anche nei casi di rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare. In questi casi, ora, è previsto il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale.

migranti lampedusa

Dl sicurezza, un nuovo sistema di accoglienza e integrazione

Rimanendo sul tema dell’accoglienza e dell’immigrazione, il nuovo provvedimento affronta anche la questione della convertibilità dei permessi di soggiorno in permessi di lavoro, anche se rilasciati per ragioni diverse. Alle categorie dei permessi già convertibili si aggiungono quelle di protezione speciali. Poi anche di calamità, di residenza elettiva, di acquisto della cittadinanza. Oppure dello stato di apolide, di attività sportiva, di lavoro artistico, di motivi religiosi e di assistenza ai minori. Inoltre, è stato modificato anche il sistema di accoglienza destinato ai richiedenti protezione internazionale e ai titolari di protezione. E’ stato introdotto il nuovo “Sistema di accoglienza e integrazione”. Con le modifiche apportate, le attività di prima assistenza continueranno a essere effettuate nei centri governativi ordinari e straordinari.

Dopo di che, però, il sistema si dividerà in due livelli di prestazioni: il primo sarà dedicato ai richiedenti di protezione internazionale, mentre il secondo a coloro che ne sono già titolari. In questo caso, verranno aggiunti dei servizi finalizzati all’integrazione dello straniero.

Dl sicurezza, via le maxi multe alle Ong

Per quanto riguarda sempre il ramo immigrazione, sono state inoltre eliminate le maxi multe per le navi delle Ong che transitano nel mare territoriale. Il nuovo testo, infatti, prevede che, nel caso in cui vengano riscontrati i motivi di ordine e sicurezza pubblica o di violazione delle norme sul traffico dei migranti via mare, allora il provvedimento può essere adottato. Questo, solo però su proposta del ministro dell’Interno, in accordo con il ministro della Difesa e con il ministro delle Infrastrutture. E, inoltre, previa informazione al presidente del Consiglio. Per quanto riguarda poi le operazioni di soccorso, secondo il nuovo decreto, non si applicherà la disciplina di divieto nell’ipotesi in cui vi sia stata la comunicazione al centro di coordinamento così come allo Stato di bandiera. Ma anche nel caso siano state rispettate le indicazioni della competente autorità per la ricerca e il soccorso in mare.

Se dovesse verificarsi una violazione del divieto, bisognerà rifarsi alla disciplina vigente del Codice della navigazione. Esso prevede la reclusione fino a due anni e una multa che può variare dai 10mila ai 50mila euro. In questo modo sono state eliminate le sanzioni amministrative introdotte con i decreti Salvini.

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Rafforzato il Daspo urbano

La vicenda accaduta a Willy, il ragazzo rimasto ucciso da un’aggressione di sfondo razzista, ha sicuramente influenzato le modifiche introdotte sul rafforzamento del Daspo urbano. Nel testo, infatti, sono state introdotte delle “norme che rafforzano i dispositivi a garanzia della sicurezza pubblica, implementando le misure del divieto di ingresso nei pubblici esercizi e nei locali di pubblico trattenimento o nelle loro adiacenze”. Pena la reclusione da 6 mesi a 2 anni e una multa fino a 20 mila euro. Da ora, infatti, il questore potrà vietare l’accesso nei locali pubblici anche nei confronti di coloro che hanno riportato una o più denunce. O una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, in tema di vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Inoltre, è stato esteso il meccanismo dell’oscuramento per il “contrato al fenomeno dello spaccio di stupefacenti attraverso diti web”. Le misure, già utilizzate per il contrasto della pedopornorafia sul web, saranno quindi estese a tutti quei siti che, sulla base di elementi oggettivi, devono ritenersi utilizzati per la commissione di reati in materia di stupefacenti.

Infine, sono state inserite le cosiddette norme “anti risse”, le quali inaspriscono le pene per i soggetti coinvolti nelle liti. Si prevede infatti che, nel caso qualcuno resti ucciso o riporti gravi lesioni personali, il solo fatto di aver preso parte alla rissa sia punibile con la reclusione da sei mesi fino a sei anni.

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Zingaretti: “I decreti/propaganda di Salvini non ci sono più”

I decreti propaganda/Salvini non ci sono più. Vogliamo un’Italia più umana e sicura. Un’Europa più protagonista“, ha commentato ieri sera il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. “Da oggi i decreti Salvini fanno parte del passato. Il lavoro impegnativo di questi mesi al Viminale con il ministro Lamorgese e quello del tavolo dei partiti di maggioranza ha dato i suoi frutti. È la fine della propaganda e l’inizio di una stagione nuova. L’approvazione del nuovo decreto Immigrazione è per me una grande soddisfazione”, ha detto invece il viceministro all’Interno Matteo Mauri (Pd).

Il sentimento generale da parte del governo è quello della soddisfazione. “Siamo fieri del lavoro che abbiamo svolto nella fase di scrittura delle modifiche ai dl sicurezza”. Così ha affermato anche il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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Written by Chiara Caraboni

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