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Dpcm Draghi, la bozza inviata alle Regioni: i nuovi divieti fino al 6 aprile

Dpcm Draghi bozza inviata alle Regioni. – Sabato 27 febbraio 2021. Altro che rottura, il professor Mario Draghi prosegue nel solco tracciato dall’ex premier Giuseppe Conte e continua ad affidarsi ai dpcm per contrastare la pandemia. Chi si aspettava un governo aperturista resterà deluso perché il nuovo presidente del Consiglio sembra dare molta continuità al lavoro svolto dal precedente esecutivo. Nel pieno della terza onda sarebbe imprudente abbassare la guardia e far guadagnare terreno al virus: l’ex dirigente della Bce lo sa bene.

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Dpcm Draghi, la bozza inviata alle Regioni: i nuovi divieti fino al 6 aprile

È stata oggi presentata la bozza del primo dpcm di Mario Draghi, che sarà in vigore fino al prossimo 5 marzo, per poi essere sostituito. Il dpcm di Mario Draghi sarà valido fino al 6 aprile, dunque coprirà anche la Pasqua. Benché non sia troppo distante dalla linea “contiana”, il testo presenta delle novità. La principale riguarda il passaggio di fascia: ci sarà a partire dal lunedì e non più dalla domenica. Nella bozza è prevista la riapertura di cinema, teatri e sale da concerto dal prossimo 27 marzo. Non sarà però un libera tutti, le misure saranno assai severe. Decisivo sarà il rispetto delle regole e delle indicazioni del Cts, che ha stilato i nuovi protocolli. Ci dovranno essere posti assegnati, anche all’aperto, e dev’essere garantito il distanziamento di almeno un metro. Cattive notizie per parrucchieri e centri estetici. Se Conte le aveva inserite tra le attività di prima necessità che potevano restare aperte anche in zona rossa, il neo premier ha stabilito che dovranno restare chiuse nelle zone dove il virus colpisce più duramente. Palestre e piscine ferme ancora: nessuna deroga per queste attività, non c’è ancora la possibilità di riapertura.

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Il premier conferma il coprifuoco

Veniamo ai bar e ristoranti. Restano in vigore le condizioni finora in atto. Le riaperture serali non sono previste nella bozza di dpcm di Mario Draghi, pertanto resta valida la possibilità di lavorare dalle 5 alle 18 nelle zone gialle. Al tavolo potranno esserci solo 4 persone non conviventi. Il premier conferma il coprifuoco: obbligo di rincasare entro le 22 e il divieto di uscire prima delle 5 del mattino, salvo casi di necessità o di comprovate esigenze lavorative. Leggi anche —> Covid in Emilia-Romagna, il bollettino del 26 febbraio: 2.575 nuovi casi e 31 morti, salgono i ricoveri

 

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