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Zaia: «Draghi al Quirinale? Solo al primo scrutinio. Intravedo un rischio e sarebbe un disastro»

«È una fase cruciale per il Paese. Il Pnrr è l’ultimo treno che ci può far cambiare pelle e portare nella modernità. La Lega ha fatto una scelta importante, la più difficile e impervia, entrando in questo governo. Ma ha deciso di non stare sugli spalti a guardare, bensì di entrare in campo. Perché questo è il governo che può cambiare l’Italia». Comincia così l’intervista di Luca Zaia, il presidente del Veneto, al «Corriere della Sera». A Cesare Zapperi il governatore ha parlato della possibilità che il premier Mario Draghi vada al Quirinale e lasci a febbraio Palazzo Chigi.

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Zaia: «Draghi al Quirinale? Solo al primo scrutinio. Intravedo un rischio e sarebbe un disastro»

Sarebbe meglio per il Paese che Draghi restasse fino alla fine della legislatura? «Noi siamo convintamente con lui, non abbiamo piani B. Sono tra quanti hanno sostenuto la nascita di questo esecutivo e ha creduto nella scelta di una figura come Draghi. Ha dato standing internazionale al Paese, ci ha consentito di rialzare la testa. È uno che decide, virtù rara che ha dato al suo governo un profilo innovativo per le consuetudini italiane», ha spiegato Zaia a «Il Corriere della Sera». Per questa ragione l’ex numero uno della Bce non andrebbe distolto da ciò che sta facendo: «Detto che febbraio, quando si voterà per il Quirinale, appartiene politicamente ad un’altra era glaciale, ci sono tante variabili in campo, a partire dall’evolversi della pandemia, che qualsiasi previsione rischia di essere sballata. E poi, bisogna vedere quali sono le sue aspettative e i suoi piani».

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Il premier è interessato al Colle? «Un cambio in corsa rischia solo di introdurre turbolenze molto pericolose»

Alla domanda diretta “Crede che Draghi non sia interessato al Quirinale?”, Zaia ha replicato così: «Non lo so. Di certo al governo ha fatto bene e sta continuando a fare bene. Un cambio in corsa rischia solo di introdurre turbolenze molto pericolose. Direi, anzi, che già il solo evocare elezioni anticipate è pericolosissimo». E si profila a febbraio uno scenario che recherebbe non pochi danni all’Italia: «Il rischio che intravedo è che potremmo ritrovarci Draghi non eletto al Quirinale ma nemmeno più a Palazzo Chigi. Sarebbe un disastro». Per evitarlo, a detta del governatore, i partiti dovrebbero fare una cosa sola: «Per me, se si vuole che Draghi diventi presidente della Repubblica va eletto al primo scrutinio da una maggioranza molto ampia. Altrimenti, meglio lasciar perdere perché con il voto segreto è possibile ogni cosa», ha chiarito fermo Zaia. Leggi anche l’articolo —> L’allarme di Zaia: «Tutta Italia, o quasi, in zona gialla nelle prossime settimane»

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