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Elezione nuovo Presidente: Letta spera nel Mattarella bis e tende la mano alla Meloni

L’elezione del nuovo Presidente della Repubblica è ormai vicinissima, attesa per gennaio 2022. E mentre si fanno i primi pronostici su chi potrebbe essere il successore di Sergio Matterella, Letta tende la mano alla Meloni, cercando di incrinare la compattezza del centrodestra sulla possibile candidatura di Silvio Berlusconi che rappresenta uno spauracchio assai concreto per la sinistra, provando a togliere dal tavolo la variabile del voto anticipato che terrorizza i parlamentari.

ENRICO LETTA

Le uniche certezze, al momento, sono che il mandato di Sergio Mattarella scadrà il 3 febbraio e che la data in cui inizieranno le fatidiche votazioni per il successore dell’attuale Presidente della Repubblica verrà comunicata dal presidente della Camera Roberto Fico il 3 gennaio.

Il leader del Pd, pur di evitare Berlusconi al Colle, tenta di coinvolgere l’opposizione, ossia Giorgia Meloni, dichiarando: “In una situazione emergenziale come la nostra sarebbe bene che il nuovo presidente venisse eletto con un largo consenso. Se ci fosse anche l’opposizione sarebbe una cosa molto positiva”. 

Le voci di un slittamento della seduta del Parlamento

Ora ci sarà la consueta pausa natalizia di fine anno per poi procedere all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Nell’aria, mentre fino a qualche giorno fa, sembrava certo che la seduta del Parlamento a Camere riunite in seggio elettorale sarebbe iniziata il 18 gennaio, ieri è iniziata a circolare l’ipotesi di un probabile slittamento di una settimana, al 24 gennaio, anche se molte fonti autorevoli sembrano aver già smontato queste “dicerie”. In queste ore si parla, inoltre, di una sola “chiama” al giorno, per evitare sovraffollamenti prolungati causa Covid.

La caccia al nuovo presidente della Repubblica avverrebbe, se così fosse, in pochissimi giorni, aumentando la pressione sui grandi elettori, anche perché i primi 3 giorni sarebbero caratterizzati da quorum necessario dei 2 terzi del Parlamento.  Secondo diverse fonti, a premere su Roberto Fico per il cambio di calendario sarebbe il potente segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti.

«Attraverso il calendario – dice una fonte Pd – Zampetti lavora per la rielezione di Mattarella, perché più ci si avvicina alla sua scadenza senza una soluzione ampia, più si impone come dato di fatto la necessità di un bis».

Enrico Letta e il nuovo progetto contro il centrodestra: cosa sta studiando per il “post Draghi”

No di Letta al voto anticipato per elezioni nuovo Presidente della Repubblica 

Enrico Letta, in un ‘intervista al Corriere della Sera, suo voto anticipato dice:“Sarebbe sbagliato se l’anno prossimo fosse l’anno di una crisi politica, con le elezioni. Crisi politica ed elezioni anticipate significherebbe sei mesi di blocco. Non possiamo permettercelo”,  sottolineando di aver “sempre detto che cominciare troppo presto il dibattito sul Quirinale avrebbe penalizzato tante priorità, come la pandemia, la legge di bilancio e la messa a terra del Pnrr”.

Sullo sciopero generale indetto dalla Cgil e dalla Uil dice che “non me l’aspettavo ma rispetto l’autonomia sindacale e non voglio mettere becco, non esprimo un giudizio. Io sono favorevole perché ci sia massima la unità possibile tra i confederali e nelle prossime settimane lavorerò per una ricomposizione sindacale”. 

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