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Emorroidi in gravidanza: come ridurre il disagio?

Gravidanza, gioie e dolori: sarebbe fantastico fossero tutte gioie, e solo una futura mamma conosce il turbinio di emozioni che le frullano nel cuore e nella testa. Il percorso prima di conoscere il bebè è fatto di felicità, ansie, aspettative… e qualche timore. In particolar modo, c’è un disturbo che potrebbe fare visita: le emorroidi. Fastidiose, sì, a volte anche parecchio, ma niente paura: i rimedi per attenuare i sintomi ci sono. conosciamoli.

Quando compaiono le emorroidi durante la gestazione?

Il disturbo emorroidario può manifestarsi in qualunque momento della gestazione. Nei primi mesi (dal primo al terzo mese), le emorroidi sono causate dalle variazioni ormonali che promuovono la dilatazione dei gavoccioli o cuscinetti emorroidari.

Dal quinto mese di gravidanza in poi, la capacità di resistenza dei vasi sanguigni emorroidari è compromessa e indebolita dall’aumento del volume sanguigno e della pressione addominale.

Tale condizione può acuirsi quando si avvicina il momento del parto. In quest’ultimissima fase, prevalgono fattori di natura comportamentale (inattività, poca attività fisica per via dell’ingombro) e cause meccaniche (accrescimento del volume uterino).

Tra tutte le preoccupazioni e i timori di una gestante, le emorroidi non devono rovinare un periodo emozionante e magico: è per questo che può essere utile sapere come agire presto in caso di disturbo emorroidario.

Come ridurre il disagio delle emorroidi in gravidanza?

Se siamo incinte e interessate dal disturbo emorroidario, possiamo fare qualcosa affinché il fastidio e la sgradevolezza provocati dalla sintomatologia emorroidaria non influiscano troppo negativamente sul nostro viaggio in attesa del bebè.

Prima di tutto, ricordiamo di farci sempre affiancare da ginecologo e ostetrica per qualunque tipo di necessità: da loro riceveremo i giusti consigli e le dritte adeguate alla nostra situazione personale.

Se la sintomatologia dolorosa non dà tregua, è possibile agire prontamente sui sintomi, per attenuarli, cercando, ad esempio, un gel per emorroidi come Proctosoll Allevia, ad azione emolliente e protettiva, per favorire la riparazione tissutale e dare freschezza e sollievo, anche come mantenimento e trattamento di prevenzione.

In linea indicativa, mantenere un regolare stile di vita durante la gravidanza può aiutare sensibilmente a tenere sotto controllo la sintomatologia fastidiosa dovuta alle emorroidi, riducendo il rischio che si manifesti il problema e dando sollievo in caso di disturbo già presente.

Le due condizioni da “aggiustare” per non aggravare il problema sono almeno un paio:

  • Scarso esercizio fisico, soprattutto verso il termine della gravidanza, per via della fatica e del rallentamento fisiologico riconducibile al pancione;
  • Alimentazione sbilanciata e disordinata. Talvolta in gravidanza è facile, perché possono comparire voglie improvvise e alcune future mamme sono tentate di cedere al consumo di cibi golosi, ma poveri dal punto di vista nutrizionale.

Inoltre, è possibile seguire alcuni suggerimenti pratici di salute:

  • Seguire alcuni consigli alimentari. Le raccomandazioni sul regime alimentare includono un equilibrato apporto di fibre (è utile aumentare il consumo di ortaggi freschi, frutta fresca, cereali integrali) e acqua (più o meno un litro e mezzo al giorno), per favorire l’evacuazione e contrastare la stitichezza.
  • Praticare una igiene intima scrupolosa e attenta. È consigliabile effettuare lavaggi con acqua tiepida (non fredda, e niente ghiaccio sulle emorroidi) in cui diluire un detergente delicato. Asciughiamoci tamponando delicatamente, con un panno morbido.
  • Non stare troppo tempo in posizione seduta, in piedi o sdraiata. Se il progredire della gestazione lo consente e non abbiamo problemi, sgranchirsi le gambe ogni 15- 20 minuti può favorire la circolazione, facilitando il ritorno venoso.
  • Evitare di stare troppo tempo sul wc. Questa abitudine peggiorerebbe la pressione sulla muscolatura pelvi- perineale e addominale, rallentando la circolazione e il ritorno venoso nelle emorroidi, acuendo i sintomi o favorendone la comparsa.
  • Assecondare sempre lo stimolo a evacuare: trattenere le feci può peggiorare la pressione sulla zona ano- rettale e favorire un’evacuazione dolorosa.

Scopriamo il motivo delle emorroidi in gravidanza e al momento del parto

Il primo aspetto da considerare è il profondo e progressivo cambiamento del corpo della donna durante la gravidanza. L’organismo femminile è sottoposto a stress e stimoli differenti, alcuni dei quali possono favorire l’insorgenza del disturbo emorroidario.

All’inizio della gravidanza sono soprattutto le variazioni ormonali a determinare la dilatazione e il rigonfiamento dei gavoccioli emorroidari. A causa dell’aumento dei livelli ormonali (soprattutto progesterone ed estrogeni), si osserva una generale lassità dei tessuti connettivi.

Infatti, il progesterone che aumenta di livello sulle pareti muscolari dell’intestino, rallentandone la peristalsi. Ne consegue una più elevata difficoltà a evacuare: la stipsi è uno dei maggiori fattori che concorrono alla patologia emorroidaria.

Inoltre, l’aumento degli estrogeni determina anche una certa fragilità capillare. La stagnazione del sangue venoso, così come la debolezza vascolare, favorisce una minore elasticità dei vasi sanguigni emorroidari (questo fenomeno è noto come ”sfiancamento”). Ne conseguono il rigonfiamento e la successiva fuoriuscita dei gavoccioli emorroidari dal canale ano- rettale.

Verso la fine della gestazione, l’aumento volumetrico dell’utero e la pressione addominale causano un rallentamento del ritorno del sangue venoso. Con l’avvicinarsi del parto, questa evenienza può farsi più acuta

Infatti, il considerevole aumento del volume uterino (dovuto all’aumento costante delle dimensioni del bambino) esercita una pressione sulle pareti dell’intestino e sui vasi sanguigni delle emorroidi, favorendo uno stato infiammatorio e il conseguente rigonfiamento.

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