Crans-Montana, italiani tra i feriti più gravi dopo l’incendio di Capodanno: una 16enne in coma, altri ustionati verso Milano
Emergono nuovi e drammatici dettagli sulla strage avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Tra le decine di vittime e feriti causati dall’incendio scoppiato in un locale durante i festeggiamenti, ci sono anche diversi cittadini italiani, alcuni dei quali in condizioni estremamente critiche.
Secondo quanto riferito nel pomeriggio dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, almeno due giovani italiani versano in condizioni gravissime. Una ragazza di 16 anni, residente a Milano, è ricoverata in coma in un ospedale di Zurigo, mentre un altro giovane italiano si trova in prognosi riservata in una struttura sanitaria di Berna.
Condizioni troppo critiche per il trasferimento immediato
Le condizioni dei due giovani sono tali che i medici svizzeri hanno al momento sconsigliato qualsiasi trasferimento in Italia. Nonostante la disponibilità del Centro grandi ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano, considerato uno dei poli di riferimento europei per questo tipo di emergenze, lo spostamento dei pazienti è ritenuto troppo rischioso.
«I colleghi svizzeri ci hanno indicato che non è possibile procedere al trasferimento dei casi più gravi», ha spiegato Bertolaso, sottolineando come la priorità resti la stabilizzazione clinica dei pazienti.
Altri tre giovani italiani in arrivo al Niguarda
Diversa la situazione per altri tre ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo. Nel tardo pomeriggio sono stati predisposti i trasferimenti in elicottero verso Milano. I tre giovani presentano ustioni estese, comprese tra il 30 e il 40 per cento della superficie corporea, e risultano attualmente intubati.
Secondo le informazioni fornite dalle autorità sanitarie svizzere di Sion, i ragazzi sono in condizioni serie ma compatibili con il trasporto, motivo per cui è stato attivato il coordinamento con il sistema sanitario lombardo.
Dopo la tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, iniziano a emergere i nomi degli italiani coinvolti nel rogo che ha devastato un locale affollato di giovani. Secondo le informazioni raccolte attraverso le segnalazioni delle famiglie, le autorità locali e gli appelli diffusi sui social, il bilancio provvisorio parla di 16 italiani dispersi e 15 ricoverati in diversi ospedali svizzeri.
Le operazioni di identificazione restano complesse a causa delle gravi ustioni riportate da molte delle persone coinvolte. Le liste restano dunque in aggiornamento costante.
Chi sono gli italiani dispersi a Crans-Montana
Al momento sono stati resi noti alcuni nomi di cittadini italiani che risultano dispersi dopo l’incendio.
Si tratta di nominativi emersi grazie alle testimonianze dei familiari presenti al centro informazioni allestito a Crans-Montana e alle segnalazioni online:
- Achille Osvaldo Giovanni Barosi (17/07/2009)
- Riccardo Minghetti (02/09/2009)
- Chiara Costanzo (05/06/2009)
- Lisa Pieropan (09/12/1998)
- Giovanni Raggini (26/09/1997)
- Giovanni Tamburi (21/12/2009)
- Linda Cavallaro (23/10/2003)
- Giuliano Biasini
- Alessandra Galli Demin (05/02/1970)
Le autorità precisano che l’elenco non è definitivo e potrebbe ampliarsi nelle prossime ore, man mano che proseguono le verifiche.
Gli italiani ricoverati negli ospedali svizzeri
Risultano invece attualmente ricoverati diversi cittadini italiani rimasti feriti durante l’esplosione. Alcuni si trovano in condizioni gravi e sono seguiti in reparti specializzati:
- Leonardo Bove
- Alessandra Galli De Min
- Eleonora Palmieri (ospedale di Sion)
- Antonio Lucia (ospedale di Losanna)
- Filippo Leone Grassi (ospedale di Losanna)
- Francesca Nota (ospedale di Zurigo)
- Manfredi Marcucci (ospedale di Sion)
- Talingdan Kian Kaiser
Altri feriti potrebbero essere trasferiti nei prossimi giorni in centri specializzati italiani, in base all’evoluzione delle condizioni cliniche.
Situazione in evoluzione
Le autorità svizzere e italiane continuano a lavorare congiuntamente per chiarire il numero esatto delle persone coinvolte. Le famiglie dei dispersi sono state invitate a mantenere i contatti con l’Unità di Crisi della Farnesina e con il Consolato italiano in Svizzera.
La conta di feriti, dispersi e il coordinamento internazionale
Il bilancio complessivo resta ancora incerto. Le autorità svizzere parlano di circa quaranta vittime e oltre cento feriti, molti dei quali in condizioni gravi. Per quanto riguarda gli italiani coinvolti, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito di una stima compresa tra 12 e 15 feriti italiani, mentre restano segnalati numerosi dispersi.
Proprio per fare chiarezza sulla reale entità del coinvolgimento italiano, è stato deciso l’invio di un team di esperti sanitari italiani in Svizzera. Il gruppo partirà nella notte con il compito di visitare i principali ospedali elvetici coinvolti nell’emergenza, valutare caso per caso le condizioni cliniche dei pazienti e stabilire chi potrà essere trasferito in sicurezza in Italia.
Il gruppo milanese e la tragedia evitata per uno dei ragazzi
Dai primi racconti emerge anche un dettaglio che rende ancora più drammatica la vicenda. Un terzo ragazzo del gruppo milanese di cui faceva parte la 16enne in coma si sarebbe salvato solo perché respinto all’ingresso del locale pochi minuti prima dell’esplosione. Il giovane avrebbe assistito alla tragedia dall’esterno.
Dispersi e ricoverati: le verifiche in corso
Secondo le segnalazioni raccolte dai familiari presso il centro di assistenza allestito a Crans-Montana, risultano ancora diversi italiani dispersi. Parallelamente, le autorità stanno cercando di ricostruire con precisione l’elenco dei cittadini italiani ricoverati nei vari ospedali svizzeri, tra Zurigo, Sion, Losanna e Berna.
La Farnesina, l’ambasciata italiana in Svizzera e le autorità locali restano in costante contatto per aggiornare le famiglie e coordinare le operazioni di assistenza e identificazione.
Indagini ancora in corso sulle cause del rogo
Nel frattempo proseguono le indagini sulle cause dell’incendio, scoppiato nel seminterrato del locale durante i festeggiamenti di Capodanno. Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi, comprese eventuali responsabilità legate alla sicurezza, alla gestione delle uscite di emergenza e alla possibile presenza di materiale infiammabile o dispositivi pirotecnici.
La tragedia di Crans-Montana si configura come una delle più gravi stragi di Capodanno degli ultimi anni in Europa, con un bilancio ancora provvisorio e una lunga lista di interrogativi aperti.

