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Falsissimo di Fabrizio Corona: il riassunto sulle accuse di censura, potere mediatico e il caso Signorini

26/01/2026 23:24 - Aggiornamento 26/01/2026 23:31
Nell'ultima puntata di Falsissimo, Corona va contro Mediaset: “Mi vogliono spegnere” – è scontro totaleUn lungo monologo pubblico, carico di accuse e riferimenti storici, ha riportato Fabrizio Corona al centro del dibattito mediatico. Nel suo intervento, diffuso online, l’ex fotografo ha denunciato quello che definisce un tentativo di censura nei suoi confronti, paragonando la situazione attuale al celebre “editto bulgaro” del 2002.

Il richiamo all’editto bulgaro del 2002

Corona parte da un episodio simbolo della storia recente italiana: la conferenza stampa tenuta da Silvio Berlusconi a Sofia, in cui l’allora presidente del Consiglio accusò Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi di un uso “criminoso” della televisione pubblica.

Secondo Corona, quell’evento rappresentò un precedente di esclusione sistematica delle voci critiche.
Un modello che, a suo dire, si ripeterebbe oggi con strumenti diversi ma con lo stesso obiettivo: limitare chi mette in discussione il potere mediatico.

Le azioni legali e il blocco dei contenuti

Al centro del caso ci sono le iniziative legali avviate da Mediaset e da Alfonso Signorini. L’azienda ha presentato una denuncia per diffamazione aggravata e minacce, mentre in sede civile è stato accolto un ricorso che impone a Corona la rimozione di specifici contenuti e lo stop alla pubblicazione di nuove puntate dedicate al direttore editoriale di Chi.

Un giudice ha inoltre stabilito sanzioni economiche in caso di violazione dell’ordinanza, portando di fatto al congelamento temporaneo del format “Falsissimo” su questi temi.

L’indagine su Alfonso Signorini

Parallelamente, Alfonso Signorini risulta iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano
in seguito a una denuncia presentata da Antonio Medugno. L’indagine è in corso e vale per tutti il principio di presunzione di innocenza.

Corona sostiene che la notizia non avrebbe ricevuto adeguata copertura da parte di alcune testate televisive, accusando il sistema mediatico di silenzio selettivo e protezione interna.

Leggi anche: Caso Signorini: perché i TG non ne parlano

Il ruolo dei media tradizionali

Nel suo intervento, Corona amplia il discorso parlando di un fronte mediatico compatto, in cui reti televisive, giornali e grandi gruppi editoriali eviterebbero di affrontare vicende potenzialmente dannose per gli equilibri di potere.

Secondo questa ricostruzione, la cronaca verrebbe spesso trasformata in spettacolo, mentre le notizie più scomode resterebbero ai margini dell’informazione mainstream.

La replica di Corona

Corona afferma di voler rispettare le decisioni dei tribunali, ma allo stesso tempo rivendica il diritto di continuare la propria attività giornalistica e comunicativa.

Nel suo racconto, il tentativo di limitarne la presenza online non sarebbe legato a falsità, ma alla capacità di raggiungere un pubblico ampio e di influenzare il dibattito pubblico.

Un conflitto ancora aperto

La vicenda resta aperta su più fronti: giudiziario, mediatico e comunicativo. Da un lato le azioni legali e le ordinanze dei giudici, dall’altro la promessa di nuove inchieste e di ulteriori rivelazioni.

Il confronto tra Corona, Mediaset e Signorini si inserisce così in un contesto più ampio, che riaccende il dibattito sul rapporto tra informazione, potere e libertà di espressione.

In sintesi

  • Corona paragona la sua situazione all’editto bulgaro del 2002
  • Mediaset ha presentato denunce e richiesto misure di limitazione
  • Un giudice ha bloccato contenuti e puntate dedicate a Signorini
  • È in corso un’indagine penale su Alfonso Signorini
  • Il conflitto mediatico e giudiziario è ancora in evoluzione

FAQ

Perché Corona parla di censura?
Secondo Corona, le azioni legali e la rimozione dei contenuti avrebbero l’obiettivo di impedirgli di parlare di temi scomodi.

Il format “Falsissimo” è chiuso?
No, ma alcune puntate e contenuti sono stati temporaneamente bloccati da un’ordinanza civile. L’avvocato di Corona ha spiegato di aver fatto ricorso e di sperare quindi nella rimessa online dei contenuti.

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