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Fellini e il vizio delle donne, Sandra Milo: «Era come un’ape che non trova il nettare e lo cerca altrove!»

Che Federico Fellini avesse il vizio delle donne non è un segreto per nessuno. Del resto il suo modo unico e irripetibile di fare cinema ne è una chiara testimonianza: pensiamo soltanto alla procace e sensuale Anita Ekberg che fa il bagno in piena notte nella fontana di Trevi, o all’elegante Gradisca, sogno proibito del giovane inesperto Titta, e ancora alla giunonica tabaccaia di Amarcord, all’ingenua Gelsomina de La Strada, all’irresistibile Claudia Cardinale in . Ed è proprio in quest’ultimo film, capolavoro assoluto del maestro riminese, che Guido Anselmi, interpretato da Marcello Mastroianni, alter ego di Fellini stesso, immagina quella che una fantasia erotica comune a tanti uomini: un harem in cui tutte le donne conosciute convivono felicemente. 

Nella vita Fellini quell’harem ha cercato di tenerlo allegro in tanti modi: Giulietta Masina, moglie e tenera compagna di vita, la farmacista Anna Giovannini che salvò il regista dalla depressione, la scrittrice femminista Germaine Greer, la sua attrice preferita Sandra Milo, e Anita Eckberg de La dolce vita, solo per citarne alcune. Il difetto di lui di non saper stare lontano dalle donne, Giulietta Masina lo ha digerito in silenzio. Si amarono davvero. Si sposarono il 30 giugno del 1943 e non mollarono mai la presa. Si erano conosciuti due anni prima all’Eiar, così si chiamava allora la Rai, che in quegli anni aveva sede in via delle Botteghe Oscure, la futura casa del Partito comunista italiano. Per lui fu un colpo di fulmine, per lei no: «Sembra un fachiro, somiglia a Gandhi. È tutt’occhi, occhi profondi, inquieti, indagatori!».

All’epoca Giulietta aveva 21 anni, era iscritta all’università La Sapienza e muoveva i primi passi nel mondo del teatro. Fellini ventidue appena, arrivato da poco a Roma con tanti sogni in tasca. Lavorava al Marc’Aurelio e sognava dapprima di diventare un giornalista, poi di dirigere un film tutto suo. A proposito di quel primo appuntamento il Federico Fellini disse una frase che ancora oggi suona come una delle più belle dichiarazioni d’amore: «Il nostro primo incontro io non me lo ricordo, perché in realtà io sono nato il giorno in cui ho visto Giulietta per la prima volta!». È poesia pura: «Giulietta mi è parsa subito una misteriosa persona che richiamava una mia nostalgia di innocenza. Vi è una parte di incantesimi, magie, visioni, trasparenze la cui chiave è Giulietta. Mi prende per mano e mi porta in zone dove da solo non sarei mai arrivato», aggiunse in un’altra occasione Fellini.

Giulietta Masina diventerà protagonista di molti suoi film: dalla trasognata e buffa Gelsomina de La strada (1954) all’ingenua prostituta nelle Notti di Cabiria (1957). E ancora musa per altre pellicole quali Il bidone, Giulietta degli spiriti e Ginger e Fred. Uniti sul set quanto nella vita, non ebbero bambini, solo una volta sfiorarono la gioia di essere genitori, ma il loro piccolo Federichino morì 15 giorni dopo il parto. «Non aver avuto figli, ci ha fatto diventare figlio e figlia dell’altro, così ha voluto il destino!» disse in un’intervista l’attrice. E di pazienza la signora Fellini ne ebbe eccome. Federico è uno spirito libero, lei aveva preso così. Come disse il sacerdote gesuita Angelo Arpa, amico del regista: «Bisogna ridimensionare i presunti innamoramenti di Fellini, che spesso nascevano dall’impossibilità per lui di tracciare un confine netto fa la realtà e la finzione scenica. Se il marito la tradì con il corpo, le fu fedele con il cuore!».

Quell’ingenuità la si capisce dal fatto che con Anna Giovannini, la farmacista che fu la nascosta passione per piu’ di 30 anni, ribattezzata da lui stesso «La Paciocca», Fellini si facesse vedere in giro spesso, soprattutto per alberghi e ristoranti. Nessun sotterfugio, dal ’57 il regista vive con Anna una storia d’amore parallela. Altrettanto forte la relazione con Sandra Milo, che gli venne presentata nel ’62 da Ennio Flaiano e che diverrà la sua amante per ben 17 anni. «Una sera d’estate, in una villa immersa nella pineta a Fregene, Ennio Flaiano mi presenta a Federico Fellini, l’imperatore di Cinecittà. Gli alberi screziavano di verde il cielo. Quando lo vidi, alto, i capelli neri, occhi che ti frugavano dentro l’anima, rimasi stregata. La sua voce era quella di uno gnomo dei boschi, malizioso, capriccioso, dominatore, come in un racconto di Angela Carter», racconta Sandra Milo, che definisce Fellini «come un’ape che non trova il nettare e lo cerca altrove!». Il regista la volle fortemente sul set di Otto e mezzo, proprio nel momento in cui Sandrocchia – come era solito chiamarla – stava per dire addio al cinema. Fu l’inizio, il principio di una passione travolgente. Quando Fellini entrò nel suo camerino dopo qualche giorno di riprese e la baciò, Sandra svenne. Si amavano negli studi di Cinecittà, a casa di amici o fuggivano a Fregene non appena era possibile. Si scrivevano decine e decine di lettere, confidandosi ogni cosa. Erano entrambi sposati, di più non si poteva né Federico poteva più fare a meno di lei. Il regista arrivò a chiederle di mollare tutto e sposarsi, ma la Milo declinò l’offerta. Giulietta e Sandrocchia lavorarono anche insieme sul set del già citato Giulietta degli spiriti: la Masina non fece mai scenate. Come non intervenì mai nella tresca di Fellini con la scrittrice femminista Germaine Greer. «Voleva darmi un ruolo in Casanova e siamo finiti a letto insieme», raccontò al “Guardian” la Greer, con cui il regista visse una relazione breve, ma intensa.

Tante donne e Federico Fellini le amò tutte. E l’immagine al Dorothy Chandeler Pavillion di Fellini che sei mesi prima di morire, riceve l’Oscar alla carriera ne è una testimonianza. È memorabile. Di fronte alla moglie che piange a singhiozzi Federico dice amorevolmente: «Giulietta stop crying, stop crying. L’Oscar non appartiene a me ma a Giulietta. E’ lei che devo ringraziare!».

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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