Vai al contenuto

Mondiali 2026, la finale-show di Trump: dall’arrivo in elicottero ai fischi

20/07/2026 07:59 - Aggiornamento 20/07/2026 08:06

La Spagna è campione del mondo, ma nella finale dei Mondiali 2026 al MetLife Stadium di New York c’è stato un secondo protagonista assoluto: Donald Trump. Il presidente americano ha voluto fortemente questo torneo, se n’è intestato l’atto conclusivo e ha consegnato personalmente la Coppa del Mondo alla nazionale spagnola. Tra due costanti che ne hanno accompagnato l’intera serata: la mania di protagonismo e i fischi dei tifosi.

Un evento che ha intrecciato come mai prima sport, spettacolo e politica, trasformando una partita di calcio in una vetrina globale. E che ha visto Trump muoversi tra alleati, rivali e star internazionali sotto gli occhi di milioni di spettatori.

L’arrivo in grande stile e i fischi

Trump è arrivato allo stadio a bordo dell’elicottero Marine 1, accompagnato dalla moglie Melania. Durante l’inno nazionale americano, cantato da Jennifer Hudson, le telecamere lo hanno inquadrato sul maxi-schermo accanto al numero uno della FIFA Gianni Infantino, ormai suo alleato.

Ma quando è sceso in campo per la premiazione, dagli spalti sono arrivati i fischi, come già accaduto durante la sua recente apparizione a New York per una finale NBA. Sul palco il presidente si è trattenuto con la Spagna più del previsto per la foto ufficiale, tanto che è dovuto intervenire lo stesso Infantino ad accompagnarlo via.

Il “terzo tempo” della geopolitica

La finale ha avuto un forte sottotesto politico. In tribuna, accanto a Trump, sedeva anche Pedro Sanchez, il premier socialista spagnolo con cui i rapporti sono da tempo tesi: pochi giorni prima il presidente americano aveva minacciato di tagliare i legami commerciali con Madrid, salvo poi ritirare la minaccia. I due si sono comunque stretti la mano come se nulla fosse.

Presenti anche altri due leader nel mirino della sua politica dei dazi: il premier canadese Mark Carney e la presidente messicana Claudia Sheinbaum, in rappresentanza degli altri due Paesi ospitanti. Sugli spalti, però, la cordialità sportiva ha avuto la meglio sulle tensioni diplomatiche.

Il tifo per l’Argentina e la “maledizione”

Prima del match Trump non aveva svelato le proprie simpatie, definendo «un amico» il leader argentino ed elogiando Lionel Messi: «È molto difficile batterlo». L’Argentina ha però perso la finale, e sui social è subito rimbalzato il commento: «Messi è l’ultima vittima di Trump», con il ritorno della semiseria teoria della “maledizione” che colpirebbe le squadre da lui sostenute.

Le misure di sicurezza stringentissime, tipiche di ogni spostamento presidenziale, hanno intanto provocato lunghe file e controlli capillari all’ingresso. Nonostante i disagi, i tifosi si sono goduti la festa e uno spettacolo che è andato ben oltre il campo.

Star, half-time show e la frase finale

Gli spalti si sono trasformati in una parata di VIP: da Matt Damon a Beyoncé, Rihanna, Dua Lipa e Timothée Chalamet, fino a glorie del calcio come Zidane e Simeone. Prima del fischio d’inizio Tom Cruise ha presentato l’evento e Laura Pausini si è esibita con Robbie Williams, mentre l’half-time show in stile Super Bowl ha portato in campo Madonna, Shakira e Justin Bieber, allungando l’intervallo ben oltre i canonici quindici minuti.

A chiudere la giornata, la dichiarazione di Trump una volta rientrato a Washington: «I Mondiali negli Usa sono stati il più grande evento di sempre. Tutti hanno amato l’America». Una frase trionfale che, a giudicare dall’accoglienza ricevuta allo stadio, non tutti sugli spalti sembravano però disposti a condividere.

Continua a leggere su UrbanPost