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Covid, Crisanti: “Meno rischioso riaprire l’Italia oggi che durante l’estate”

Fine restrizioni Covid, quando sarà davvero il momento? ”Il contagio è calato grazie al vaccino e non alle restrizioni, che sono le stesse di 4 settimane fa, quando viaggiavamo al ritmo di 250mila nuovi positivi al giorno e i divieti non avevano impatto sulla pandemia. Come il Green Pass, che è servito a far immunizzare le persone ma non a impedire la trasmissione del virus. Lo dice a Libero, tra le molte altre cose, Andrea Crisanti, microbiologo ed esperto di malattie infettive, già consulente per la regione Veneto durante la prima ondata del Covid in Italia. (Continua a leggere dopo la foto)

Fine restrizioni Covid Crisanti

Fine restrizioni Covid, Crisanti: “Mantenere il Green Pass oggi decisione solo politica, non sanitaria”

“Per questo – aggiunge Crisanti – dico che tenere il certificato verde oggi è una decisione squisitamente politica e non sanitaria, giustificata dalla determinazione del governo di tenere fino in fondo la linea, dallo choc iniziale delle bare di Bergamo e dal non voler dare la sensazione che tutto sia finito, ma non dalla curva della pandemia”.

“Ormai tutti quelli che era possibile far vaccinare lo hanno fatto e il restante 5-10% non è convincibile”, afferma il microbiologo. “Non penso –  aggiunge – che un Paese democratico possa marginalizzare a lungo il 10% della popolazione. La curva è in discesa perché tanti si sono vaccinati di recente e perciò questo è il miglior momento per riaprire tutto e non capisco la prudenza del governo, a meno che non vogliamo davvero che si organizzino ristoranti, scuole e palestre no vax”.

Quarta dose, c’è il via libera dell’Aifa per gli immunodepressi

“E’ una fase endemica, con i vaccini e la diffusione controllata del virus abbiamo di fatto raggiunto immunità di gregge”

”Tra cinque mesi – prosegue il microbiologo – l’effetto del vaccino sarà scemato e potremmo avere più contagiati. Il punto è che non c’è capacità di interpretare questo momento: si tratta una fase endemica come fosse pandemica. Quello che si può affermare con certezza è che, con i vaccini e la diffusione del virus controllata abbiamo di fatto raggiunto un’immunità di gregge. Però non si sa quanto durerà”.

“Certo –  aggiunge Crisanti conversando con Libero –  la cosa ottimale sarebbe trovare un vaccino che offra una copertura definitiva, come per le altre malattie infettive. Le persone anziane e quelle fragili fisicamente, nel senso con malattie gravi, potrebbero dover fare la quarta dose. Parliamo di oltre tre milioni e mezzo di ultraottantenni più altri quattro milioni di malati oncologici, diabetici, cardiopatici”. Quanto ai non vaccinati ultracinquantenni, che oggi non possono lavorare, ”le restrizioni non hanno senso ora che il virus sta diventando endemico”. (Continua a leggere dopo la foto)

fine retrizioni covid Crisanti intervista a Libero

Fine restrizioni Covid, Crisanti: “Meglio riaprire ora che tra sei mesi, in questa fase meglio che il virus circoli”

E quindi, a proposito della fine delle restrizioni Covid, Crisanti è certo che sia “meglio riaprire ora che tra sei mesi, perché così si favorisce il processo che porta il virus a diventare endemico. Può sembrare un paradosso – afferma lo scienziato – ma se tu chiudi fino ad arrivare a contagi zero, poi come riapri l’epidemia riesplode, perché il Covid non è circolato e la popolazione non si è immunizzata abbastanza. È un po’ quello che è successo nell’estate di due anni fa”.

“Conviene positivizzarci tutti un po’ alla volta e mantenere senza traumi l’immunità di gregge”, afferma Crisanti. “Il problema è la letalità. Anche il morbillo è endemico, ma solo in un
caso su mille rischia di essere letale. Così il Covid, quando diventerà endemico non smetterà di uccidere, ma colpirà solo i fragili. Per questo nella nuova fase si potrebbe vaccinare solo loro.
Va trovato il farmaco anti-Covid, che al momento ancora non c’è, ma al momento sarebbe sbagliato rinunciare alla quarta dose: a fragili e anziani conviene sempre immunizzarsi”.

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