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Francia, stop certificati di verginità: comunità scientifica divisa in favorevoli e contrari

Bufera in Francia dopo la decisione del governo di vietare l’emissione dei certificati di verginità, sanzionando i medici che li rilasciano. La proposta è nata per dire addio a quella che risulta essere una pratica che puzza di consuetudini vecchie, sessiste e legate a principi religiosi ormai superati. La scelta ha diviso la comunità scientifica in favorevoli e contrari.

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Francia, stop certificati di verginità

E’ iniziato tutto il 7 settembre 2020 quando Gerald Darmanin, Ministro dell’Interno francese, ammette pubblicamente l’intenzione di vietare formalmente i certificati di verginità. La notizia ha subito diviso la popolazione, ma anche la stessa comunità scientifica, però su una cosa concordano tutti: si tratta di una pratica sessista e medievale. Nonostante questo una parte dei medici la considerano anche tutelante per la donna. Il certificato di verginità è un documento che attesta letteralmente che la ragazza ha ancora l’imene intatto, quindi non ha avuto rapporti sessuali ed è da considerarsi vergine a tutti gli effetti. Sono la rare le richieste di questo tipo di certificato, ma viene comunque avanzata dalle famiglie di donne appartenenti ad alcune religioni.

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I contrari a questa scelta

Inutile dire che non esiste né onta né tantomeno vergogna nello scegliere di avere rapporti intimi prima del matrimonio. Ogni donna, al pari dell’uomo, deve poter decidere cosa fare del proprio corpo. Ed è proprio a questo principio di libertà che si appellano Darmain e tutti coloro che vorrebbero far sparire i certificati di verginità dalla Francia moderna e antisessista.

Dall’altra parte c’è chi insiste sulla possibilità di lasciare intatta questa pratica, sì vetusta e sì avvilente, ma anche tutelante nei confronti delle donne. Perché permette loro di evitare molestie e ripercussioni da parte di chi si erge a moralizzatore con licenza di uccidere.

Comprensibile il parere di chi è contrario all’abolizione della pratica. Allo stesso tempo queste imposizioni potrebbero costringere determinate famiglie a fare un salto nella modernità e considerare la donna al pari dell’uomo. >>Tutte le news di UrbanPost

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