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Il gas russo in rubli, “doppio conto corrente”: Eni si dice pronta

Il presidente russo Vladimir Putin sembra intenzionato a non fare alcun passo indietro nei confronti dell’Europa: lo zar intende far pagare il suo gas in rubli. Una contromossa, secondo gli esperti, per mettere in difficoltà l’Occidente, che sin dalle prime battute dell’invasione in Ucraina si è schierata con il premier Zelensky, imponendo delle severe sanzioni. Il Cremlino ha deciso in queste ore di interrompere le forniture di gas verso Polonia e Bulgaria. Quale sarà la risposta dell’Ue? Finora, Bruxelles, diciamolo francamente, non ha definito una linea ben precisa da seguire.

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Il gas russo in rubli, “doppio conto corrente”: Eni si dice pronta

La Russia di Putin sembra irremovibile sulla scelta di far pagare il suo gas in rubli. Decisione questa che può colpire significativamente l’Unione Europea, che ora dovrà mettere a punto una strategia. Lo zar ha chiuso i rubinetti a Polonia e Bulgaria: un blocco netto ai due Paesi che si sono rifiutati di pagare come Vladimir Putin voleva, che ha avuto immediate ripercussioni sui mercati. Il prezzo del gas europeo ha segnato ieri un aumento del 4%, a 107,4 euro per megawattora, al termine di una giornata parita con un balzo del 24%. L’euro è sceso a 1,05 dollari, il minimo dal 2017. Senza una guida decisa, i Paesi europei starebbero cominciando a muoversi in ordine sparso. Accanto alla linea intransigente di Polonia e Bulgaria ce n’è un’altra. Non poche nazioni con le rispettive società energetiche stanno cercando una via d’uscita per non rinunciare al gas russo. Secondo l’agenzia Bloomberg sarebbero già dieci le società europee che hanno aperto un doppio conto corrente presso la banca russa Gazprombank, uno in euro e uno in rubli.

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La posizione dell’Europa

Stando a quanto riportato da quotidiani come «Libero» quattro di queste società avrebbero addirittura già fatto i primi pagamenti. Secondo quanto riferito da «Il Corriere della sera» per l’Italia anche Eni sarebbe pronta a farlo. La prova del nove però si avrà a metà maggio, quando sono previsti i prossimi pagamenti. Per il momento, come ha confermato ieri lo stesso ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio, le forniture di gas dalla Russia sono «regolari». La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è stata netta: «Pagare il gas in rubli rappresenta una violazione delle sanzioni e le aziende che cedono alle richieste russe vanno incontro a questo rischio». Intanto, l’Arera, autorità italiana per l’energia e le reti, ha approvato «misure d’urgenza per incentivare il riempimento degli stoccaggi» con lo scopo di impinguare «almeno il 90% delle scorte nazionali». Si tratta di riserve fondamentali in vista del prossimo inverno, nel caso in cui Mosca dovesse interrompere ex abrupto le forniture.

 

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