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Giacomo Sartori, il caso non è chiuso: “Ci sono anomalie da chiarire”, di che si tratta

Non è ancora chiuso il caso di Giacomo Sartori, il 29enne informatico, scomparso il 18 settembre scorso e ritrovato morto il 24 dello stesso mese in aperta campagna lombarda. Ad oggi l’ipotesi più plausibile resta quella del suicidio: il corpo del giovane è stato trovato, infatti, dalle forze dell’ordine appeso ad un enorme albero con una corda. Secondo la Procura di Pavia, le cui indagini sono affidate al procuratore Mario Venditti, ci sono però alcune “anomalie” che meritano ulteriori verifiche: “Quando completeremo gli approfondimenti si valuterà se confermare l’ipotesi del suicidio”, ha detto giorni fa il pm al giornale online «Fanpage». Intanto si sono svolti i funerali del ragazzo: i familiari ha voluto esprimere un grazie pieno a quanti sono stati vicini nel dolore.

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giacomo sartori

Giacomo Sartori, il caso non è chiuso: “Ci sono anomalie da chiarire”, di che si tratta

Le esequie di Giacomo Sartori si sono svolte il 2 ottobre scorso nella chiesa di Santa Maria Annunciata a Mel, frazione di Borgo Valbelluna, terra d’origine del giovane. I genitori del 29enne, trovato morto nel Pavese, hanno voluto inviare un messaggio ad amici e parenti che hanno partecipato al funerale“Grazie a tutte quelle persone che in vari modi hanno fatto sentire la loro presenza e vicinanza con parole d’affetto e stima”.

La famiglia ringrazia “dal profondo del cuore le tante persone che in vari modi hanno fatto sentire la loro presenza esprimendo parole d’affetto e stima”. Nel comunicato diffuso dall’agenzia delle pompe funebri si legge ancora: “La loro vicinanza ha contribuito a lenire il grande vuoto di questi giorni. Un grazie particolare al sindaco ed a tutta l’amministrazione del Comune di Borgo Valbelluna, alla polizia locale, ai carabinieri, ai carabinieri in congedo ed ai volontari della protezione Civile”. In tanti hanno voluto rendere l’estremo saluto al ragazzo. I funerali però, come pure i primi risultati dell’esame autoptico sul corpo del giovane informatico, non scrivono la parola fine su un caso che presenta ancora diversi punti oscuri.

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Dettaglio importante dall’auto del giovane scomparso: la posizione dei sedili. Le indagini non si fermano

Tutto sembra convergere verso l’ipotesi del suicidio, ma le indagini della Procura di Pavia, coordinate dal procuratore Mario Venditti, sono ancora aperte. Come riporta ‘Fanpage’ che ha sentito il pm ci sono delle zone d’ombra, “anomalie che meritano ulteriori accertamenti”: l’arco di tempo intercorso tra l’allontanamento da Milano, dove il giovane aveva trascorso la serata con gli amici al giorno del ritrovamento a pochi passi da un agriturismo a Casorate Primo, luogo in cui Giacomo Sartori non era mai stato prima. “Quando completeremo gli approfondimenti si valuterà se confermare l’ipotesi del suicidio”, ha dichiarato Venditti.

Di grande aiuto sarebbe poi il reperimento dello zaino con computer e telefono aziendale, che era stato sottratto al ragazzo l’ultima volta che è stato visto vivo dagli amici. La risposta del giallo potrebbe essere lì, in quella borsa: cosa ha spinto il ragazzo ad inoltrarsi in campagne sconosciute? Sempre ‘Fanpage’ rileva un dettaglio non di poco conto: “Dagli accertamenti sull’auto di Sartori trovata il giorno prima del corpo del 30enne sembrerebbe che almeno una o due notti Giacomo potrebbe aver dormito in auto, come lascia pensare la posizione dei sedili”. Leggi anche l’articolo —> Giacomo Sartori, la testimonianza del datore di lavoro

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