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Gianluigi Paragone si candida a sindaco di Milano e attacca Letta sulle tasse

Gianluigi Paragone candidato sindaco a Milano. L’annuncio del senatore del gruppo misto e fondatore di Italexit è di ieri ma oggi ne ha parlato più approfonditamente in un’intervista a Radio Cusano Campus. Conversando con la radio universitaria romana, Paragone ha anche attaccato il segretario Pd Enrico Letta sulla questione tassa di successione. “In un momento del genere meglio evitare di parlare di tasse. Letta si occupi del lavoratore dell’ex Ilva licenziato per un post su Facebook”, ha chiosato il fondatore Italexit con la consueta verve che lo contraddistingue. (continua a leggere dopo la foto)

Gianluigi Paragone candidato sindaco a Milano

“Letta parla di tassa di successione? Si occupi del lavoratore Ilva licenziato per un post su Facebook”

A “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus Paragone ha iniziato dalla proposta di introdurre la tassa di successione “per agevolare i giovani” del segretario Dem Letta. “In questa fase meglio evitare di parlare di tasse”, ha affermato il fondatore di Italexit. “Quando poi si rimetterà tutto in equilibrio allora faremo un riordino fiscale, ma in questa fase in cui la gente è nera meglio lasciar perdere”.

“Noi vediamo il super ricco come colui che deve essere penalizzato”, osserva Paragone. “Invece bisognerebbe fare in modo che il super ricco i soldi li spenda aumentando la domanda interna. Possibile che mentre Letta parla di tassa di successione noi ancora dobbiamo fare i conti con il Durc? Visto che il Pd è un partito di pseudo-sinistra a Letta suggerisco io una cosa di cui occuparsi…”

“A Taranto si licenzia perché si pubblica un post su Facebook”, incalza il senatore di Italexit. “Un lavoratore è stato licenziato per aver detto di guardare la fiction sull’Ilva. Questo capita in questo Paese e io non ho sentito una parola da parte di un esponente del PD. Il socio di Arcelor Mittal è Invitalia, 100% pubblica, quindi vuol dire che quel licenziamento è anche un po’ dello Stato. Questo è vergognoso. Si parla di mille diritti nuovi da aggiungere, però il diritto al lavoro viene calpestato continuamente”.

Gianluigi Paragone candidato sindaco a Milano

Sulla candidatura a sindaco di Milano Paragone, dopo l’annuncio di ieri, ha precisato i motivi che l’hanno indotto a correre per la poltrona di primo cittadino nel capoluogo lombardo. “Mi candido perché Milano diventa un pezzo del paradigma della mia politica”, ha detto. “Ad esempio la questione abitativa, io le case le farei tornare nelle mani di cittadini, non di questi luccicanti grattacieli che poi finiscono nei bilanci delle multinazionali o di fondi speculativi. Io vorrei una Milano dei cittadini, non un far-west liberista”, afferma Paragone. “Milano è sempre stata internazionale, oggi però è preda della globalizzazione. L’efficienza della Milano di oggi è inferiore rispetto a quella degli anni 80-90. Il trasporto su terra dovrebbe essere gratuito, visto che già è pagato dalle tasse, preferisco che i ragazzi usino i mezzi pubblici anziché vederli sfrecciare su questi monopattini”.

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