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Antonio Tizzani processo, telefonata al 118: bestemmie e urla forsennate dopo delitto Gianna Del Gaudio (AUDIO)

Omicidio Gianna Del Gaudio: nuova udienza, pochi giorni fa, del processo a carico di Antonio Tizzani, il 71enne ferroviere in pensione accusato di avere sgozzato la moglie la notte a cavallo tra il 26-27 agosto 2016 al culmine di una furibonda lite. In aula sono state fatte sentire le parole dell’uomo nella telefonata al 118 in cui chiese l’intervento dei sanitari mentre la vittima giaceva in una pozza di sangue, esanime, sul pavimento della cucina della villetta dove la coppia abitava, a Seriate (Bergamo).

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Gianna Del Gaudio, la telefonata di Tizzani al 118: l’audio shock

Una telefonata drammatica, che colpisce: Tizzani urlava in maniera forsennata, ansimava e bestemmiava. L’operatore nel tentativo di capire cosa fosse accaduto lo invitava a calmarsi, a spiegargli. «Se non bestemmia magari l’ambulanza arriva …», si sente nell’audio. Quando gli venne chiesto se la donna fosse ancora viva, Antonio Tizzani rispose: «Non lo so se è ancora viva … c’è tutto sangue a terra! Dio mio! Dio mio! Ho visto un delinquente con un cappuccio a terra che rovistava dentro la borsa di mia moglie! Gianna, amore! No, non risponde!». Un momento concitato durante il quale – lo ha fatto notare la difesa dell’imputato – già Tizzani parlava dell’uomo incappucciato che avrebbe colpito a morte la moglie, versione che ancor oggi, seppur non avallata da alcun riscontro oggettivo, l’imputato continua a sostenere. Qui l’audio shock integrale diffuso da Quarto Grado.

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Lividi e minacce dal marito ma Gianna Del Gaudio “non ne voleva sapere” di denunciarlo

Mostrata in aula anche la scena del crimine: la povera vittima riversa a pancia in giù sul pavimento e sangue dappertutto. Ne verrà ritrovato anche sul lavandino del bagno, dove il killer si sarebbe lavato dopo il delitto. Ma Tizzani sostiene di non essere stato lui a sgozzare la donna, e di aver addirittura visto il fantomatico uomo incappucciato scappar via dopo averla accoltellata alla gola mentre lui si trovava in giardino per innaffiare le piante. Confermate in aula anche le frequenti liti tra la coppia, che andavano avanti da anni. Lo ha dichiarato in aula una testimone vicina di casa, riferendosi ad accesi diverbi «diventati sempre più frequenti dopo la pensione di Gianna, una mia cara amica […] Litigavano spesso, anche tre o quattro volte a settimana. Liti violente pure quando i figli erano piccoli. I toni erano alti. Quando sono cresciuti la situazione è migliorata per poi riacutizzarsi quando sia Gianna che Tonino sono andati in pensione. Una volta l’ho sentita che gridava frasi del tipo: “Non ti azzardare proprio”. E Tonino che rispondeva: “Attenta a quello che fai”. Una volta le avevo notato dei lividi e un occhio tumefatto e le consigliai di rivolgersi a un medico e raccontare, ma lei non ne voleva sapere. Anzi mi aveva detto se ero matta».

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