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Giorgia Meloni, l’assistenzialismo va bene solo quando a proporlo è lei

L’importante è il consenso. Se non piacciono alcune idee di Giorgia Meloni, lei le cambia. Non è un problema. Se ieri si poteva ritenere soddisfatta dell’accordo raggiunto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte per i Recovery Fund, distanziandosi quindi dalla posizione presa da Matteo Salvini, oggi è tornata sui suoi passi e ha spiegato come lei spenderebbe i soldi in arrivo dall’Unione europea. E lo ha fatto con una critica diretta al governo.

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giorgia meloni

Giorgia Meloni: “La stagione delle marchette, dei bonus e due provvedimenti assistenziali va archiviata”

“La stagione delle marchette, dei bonus e dei provvedimenti assistenziali modello reddito di cittadinanza va archiviata definitivamente”, dichiara in apertura di un’intervista rilasciata al Messaggero. “Perseverare su quella strada vorrebbe dire dare ragione ai Rutte di turno. Serve un forte rilancio degli investimenti pubblici virtuosi, per costruire infrastrutture materiali (autostrade, alta velocità ferroviaria) e digitali (banda larga su tutto il territorio  azionale. Diminuire il divario tra Nord e Sud, mettere in sicurezza il nostro territorio fragile dal rischio sismico e idrogeologico. Riformare una volta per tutte la pubblica amministrazione per snellire la burocrazia e far arrivare i soldi a chi ne ha bisogno.

E poi la scuola, per fermare il nuovo esodo dei nostri giovani verso l’estero. Usare le risorse europee per questi scopi deve consentire una volta per tutte di liberare altre risorse per quello shock fiscale che imprese e famiglie aspettano da tempo”. E non ha torto, quando sottolinea queste necessità. Quello che però stupisce è l’inizio del discorso. Meloni sottolinea di dover porre fine a politiche assistenzialistiche come il reddito di cittadinanza, ma è stata proprio lei a proporre “mille euro a chiunque li richieda” durante l’emergenza coronavirus…

Il reddito di cittadinanza no, ma i soldi a pioggia sì

Insomma, no al reddito di cittadinanza, ma sì a mille euro “per tutti”. E dovevano essere le banche a stanziarli, non lo Stato, senza fare alcun controllo su chi ne avesse più diritto e chi meno. Bastava richiederli, poi ci si sarebbe pensato. Non è forze assistenzialismo questo? Letteralmente, Giorgia Meloni aveva proposto: “Le famiglie che hanno perso la propria fonte di reddito non possono aspettare i tempi della burocrazia per ricevere un aiuto dallo Stato. Bisogna dare subito 1000 euro con un semplice click a chiunque ne faccia richiesta (meglio online) direttamente alla propria banca. Si stabilisce in modo semplice chi ne ha diritto come sostegno, chi come prestito, chi non ne ha diritto, ma le verifiche si fanno dopo, finita l’emergenza. Intanto zero burocrazia e zero perdite di tempo. 1000 euro a chi dichiara di averne bisogno. SUBITO!”.

Quindi proprio le banche dovevano farsi carico di stanziare questi contributi a fondo perduto, senza alcun controllo e senza garanzie. Perché Cassa integrazione e bonus alle Partite Iva non erano sufficienti. E come se i soldi cadessero dal cielo, praticamente. In quel caso, sarebbe stato tutto corretto, fino a che non si fosse presentata l’occasione per accusare qualcuno di approfittarsene. Esattamente come con il reddito di cittadinanza. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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