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Giorgio Panariello ferita dolorosa: «L’ho scoperto per la cattiveria dei miei compagni di scuola»

Su Tv Sorrisi e Canzoni l’intervista di Giorgio Panariello, reduce dall’avventura di “Tale e quale show”, che ha da poco pubblicato un libro molto intimo, “Io sono mio fratello”, edito da Mondadori. A proposito del titolo molto forte lo showman ha detto: «Al posto di mio fratello Franco, che non c’è più dalla notte del 26 dicembre 2011, avrei potuto esserci io».

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Giorgio Panariello

Giorgio Panariello ferita dolorosa: «L’ho scoperto per la cattiveria dei miei compagni di scuola»

«Siamo nati dalla stessa madre, ma da due padri diversi, io nel 1960, lui nel 1961. Siamo stati abbandonati tutti e due, solo che io sono cresciuto con i nonni, lui no, perché loro non potevano permettersi un altro figlio. E quindi Franchino fu messo in un istituto. Ma questo io l’ho scoperto solo a 8 anni», ha dichiarato Giorgio Panariello, svelando poi una sua dolorosa “ferita”. A lungo il conduttore toscano ha creduto che i nonni fossero i suoi genitori«Li chiamavo Ma’ e Ba’, mamma e babbo. Ma poi, per la cattiveria dei compagni di scuola (“Come mai i tuoi sono così vecchi?”), capii che mia madre era la signora Raffaella, che veniva a trovarmi solo nelle feste comandate. Un Natale, mi presentò un ragazzino e mi disse: “Lui è tuo fratello”. Non avrei mai pensato che le nostre vite avrebbero preso pieghe così diverse», ha confidato il 60enne.

Giorgio Panariello

«Carlo Conti? Lui mi è sempre stato vicino, come i veri amici»

Un’intervista in cui Panariello ha parlato a cuore aperto del fratello e della sua scomparsa: «Dati i suoi trascorsi con gli stupefacenti, tutti pensarono che fosse morto per overdose. Invece no, Franco si era disintossicato. Quella notte, sul lungomare di Viareggio, a ucciderlo è stato il freddo. Dopo una cena con qualche bicchiere di troppo, alcuni finti amici l’hanno abbandonato lì, per strada, come un vecchio materasso. Ho scritto questo libro per senso di giustizia, per raccontare chi era davvero Franco. Gli volevano bene tutti, persino quelli a cui aveva rubato un portafogli per comprarsi le dosi. Voglio dire grazie a chi negli anni gli ha offerto un pasto o un lavoretto nel momento del bisogno». La notizia del decesso del fratello Franco arrivò con una telefonata: «Alle sette del mattino. Era Carlo Conti. Disse: “Forse è tuo fratello”. Lui mi è stato sempre vicino, come i veri amici. Al funerale c’era persino Leonardo Pieraccioni. Venne da Firenze con la Smart, lui che non si muove di casa neanche per la Terza guerra mondiale. Alla messa venne anche Renato Zero. Sono fratelli per me, se non fosse per loro non sarei dove sono ora», ha confidato Panariello. Leggi anche l’articolo —> Giorgio Panariello, malattia: “Dolori lancinanti, così capii che era una cosa seria”

 

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