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Perché il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne: storia, eventi e simboli

Perché il 25 novembre è la Giornata contro la violenza sulle donne? Quali sono gli eventi in programma nel Paese? Dagli appuntamenti istituzionali e culturali fino alle iniziative moda/fashion per la giornata violenza sulle donne parliamo di centinaia di eventi in tutta Italia. Per quale ragione le scarpette rosse sono diventate il simbolo della lotta contro un dramma sociale, che porta con sé numeri da incubo. Sono 89 al giorno le donne vittime di reati di genere in Italia. Nel 62% dei casi si tratta di maltrattamenti in famiglia. Nel 72% l’autore è il marito o l’ex marito; in 1 caso su 2 ha usato un’arma da taglio. «Poche donne denunciano, ma siamo riusciti nel tempo a migliorare la situazione. Il profilo culturale incide pesantemente. Dobbiamo aiutare le donne a difendersi, dobbiamo accompagnarle in questo percorso e per far questo bisogna operare in sinergia», ha detto il capo del Dipartimento anticrimine (Dac) della polizia, Francesco Messina, alla presentazione a Catania della campagna “Quest’anno è amore”.

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la Giornata contro la violenza sulle donne

Perché il 25 novembre è la Giornata contro la violenza sulle donne: eventi e simboli

Come è nata la giornata internazionale per l’eliminazione delle violenza sulle donne? Perché proprio il 25 novembre? È una ricorrenza voluta dalle Nazioni Unite che l’ha istituzionalizzata il 17 dicembre 1999 con una risoluzione, la 54/134. Qui si definisce che tale violenza è «una delle violazioni dei diritti umani più diffuse, persistenti e devastanti che, ad oggi, non viene denunciata a causa dell’impunità , del silenzio, della stigmatizzazione e della vergogna che la caratterizzano». Secondo l’Articolo 1 della Dichiarazione sull’Eliminazione della Violenza contro le Donne, emanata dall’Assemblea Generale nel 1993, la violenza contro le donne è «qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata».

E ancora: «Il femminicidio è la manifestazione di una disparità storica nei rapporti di forza tra uomo e donna che ha portato al dominio dell’uomo sulle donne e alla discriminazione contro di loro, e ha impedito un vero progresso nella condizione della donna».

la Giornata contro la violenza sulle donne

La storia delle sorelle Mirabal

La data del 25 novembre è legata alla vicenda delle sorelle Mirabal, attiviste politiche massacrate per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo. Il 25 novembre del 1960 nella Repubblica dominicana mentre Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal stavano andando a far visita ai loro mariti in prigione (detenuti politici perché, come loro, erano oppositori del regime), vennero bloccate e rapite sulla strada da agenti del Servizio di informazione. Portate in un luogo appartato le donne vennero stuprate e massacrate, per poi essere caricate su un’auto e gettate in burrone. L’intento dei loro aguzzini era simulare un incidente. Nel 1981, durante il primo incontro femminista latinoamericano e caraibico a Bogotà, in Colombia, si scelse dunque quella data. Ricorrenza confermata dieci anni dopo, nel 1991, quando il Center for Global Leadership of Women (CWGL) avviò la Campagna dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere. Gli organizzatori proposero attività dal 25 novembre al 10 dicembre. Due anni dopo l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione per l’eliminazione della violenza contro le donne, ufficializzando la data scelta dalle attiviste latinoamericane.

la Giornata contro la violenza sulle donne

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne 2021: perché le scarpette rosse e le panchine

Da qualche anno le scarpette rosse sono il vero simbolo in tutto il mondo della lotta contro la violenza sulle donne. Un oggetto che rappresenta tutte le donne private della libertà. Tutto è iniziato quando nel 2009 l’artista messicana Elina Chauvet ha creato un’installazione, «Zapatos Rojos», per denunciare i femminicidi, compiuti a Ciudad Juàrez, cittadina nel nord del Messico al confine con gli Usa. Davanti al consolato ad El Paso la Chauvet ricordò le violenze perpetrate nella città di Juarez attraverso un simbolo fortissimo, quello delle «Scarpette Rosse». Da allora l’installazione ha fatto il giro del mondo e in Italia è stata esposta a Milano, Genova e Lecce. Ma anche i riferimenti letterari sono tanti, si pensi alla favola di Hans Christian Andersen, ma pure al romanzo Il Mago di Oz, in cui la scarpetta rossa è stata spesso vista come un sinonimo di indipendenza della donna. Finanche di ribellione.

Un altro simbolo forte, tutto italiano, è quello della panchina rossa. Il progetto “La Panchina rossa” è stato lanciato dagli Stati Generali delle Donne ed è partito per la prima volta il 18 settembre 2016 per iniziativa del Comune di Lomello. Da allora si è diffuso a macchia d’olio nel nostro Paese. Basti pensare che oggi a Legnano saranno inaugurate 7 panchine rosse contro la violenza sulle donne. Ma sono tanti gli eventi in tutta Italia e coinvolgono non solo le istituzioni: in prima fila società civile e settori economici in cui le donne hanno ruoli sempre più determinanti.

Gli eventi in programma in Italia

A Roma su diversi maxi-schermi digitali, la Urban Vision in collaborazione con il “Gruppo 25 Novembre” e con l’associazione “Crisi come opportunità” proietterà i nomi di tutte le donne uccise, con la data della loro morte e il modo in cui sono state uccise. Anche in Senato si celebrerà la Giornata. Ad aprire i lavori la presidente Elisabetta Alberti Casellati. Un evento che sarà trasmesso in diretta su Rai 1 a cura di Rai Parlamento a partire dalle 10. Sempre in Senato dalle 13 l’iniziativa di Fratelli d’Italia in Sala Nassirya. “Non solo mance! Per una reale tutela delle donne vittime di violenza” è il titolo dell’evento curato dai dipartimenti Pari Opportunità, Famiglia e Valori non negoziabili guidati dalla senatrice Isabella Rauti e da quello Tutela Vittie di Cinzia Pellegrino.

 

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