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Giuseppe Conte, intervista sull’Italia dopo la pandemia: “Non sarà un’estate in quarantena”

Giuseppe Conte intervista al Corriere della Sera. Il presidente del Consiglio ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano milanese in cui delinea lo scenario dell’Italia dopo la pandemia che ha sconvolto le abitudini di un’intera nazione e messo in ginocchio l’economia. Il premier non dice molto di più di quello che già sappiamo sulle fasi successive della ripartenza. La fase 2 appena cominciata, la fase 3 attesa a passi diversificati per regioni, tra il 18 maggio e il 1° giugno. E un’ipotetica fase 4 che dovrebbe prendere il via con il primo mese realmente estivo, luglio. “Non sarà un’estate in quarantena, gli italiani andranno al mare”, afferma fiducioso Conte.

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giuseppe conte intervista

Giuseppe Conte intervista: “Quest’estate non staremo al balcone”

Giuseppe Conte intervista al Corriere della Sera. “Quest’estate non staremo al balcone e la bellezza dell’Italia non rimarrà in quarantena. Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città. E sarebbe bello che gli italiani trascorressero le ferie in Italia, anche se lo faremo in modo diverso, con regole e cautele. Attendiamo l’evoluzione del quadro epidemiologico per fornire indicazioni precise su date e programmazione”.

Conte interviene anche sul tema del potere decisionale delle Regioni, dopo che ieri il Tar ha accolto il ricorso del governo contro una parte dell’ordinanza della governatrice della Calabria Jole Santelli che prevedeva riapertura anticipata di bar e ristoranti. Dice il premier al Corriere: “Con le linee guida che ci permetteranno un controllo della curva epidemiologica, potremo permetterci anche differenziazioni geografiche”. Quanto alla possibile riapertura di bar, ristoranti e parrucchieri il 18 maggio anziché l’1 giugno, dice il premier, “potremo concordare con le Regioni alcune anticipazioni”.

Conte dispensa fiducia ma il Turismo vuole subito regole e aiuti per ripartire

Dispensa fiducia Conte. Ma intanto sia gli italiani in veste di turisti, sia soprattutto gli operatori del settore attendono indicazioni chiare. E attendono soprattutto i tanto annunciati provvedimenti di sostegno economico. Il settore turistico è quello più duramente colpito dalla pandemia. Quel -70% di prenotazioni negli alberghi, le spiagge ancora chiuse a stagione meteo iniziata, la ridda di ipotesi sulle norme per la riapertura non possono essere certo spazzate via da qualche frase “emozionale”.

Certo il premier non nasconde l’impatto violento della pandemia sulla nostra economia. “Saranno mesi molto difficili – dice – siamo di fronte alla prova più dura dal Dopoguerra. Avremo una brusca caduta del Pil e le conseguenze economiche saranno molto dolorose”. Ma poi rivendica l”azione del suo governo che, dice, “ce la sta mettendo tutta e continuerà a operare con la massima determinazione per garantire la tenuta sociale ed economica del Paese e renderlo più competitivo, più equo e inclusivo”.

Ma tornando all’estate “non in quarantena”, dagli operatori turistici arriva ogni giorno un appello sempre più accorato: fare presto e con regole uguali, realmente applicabili, per tutti. Altrimenti sarà il caos. E anche gli italiani, anche quelli che potranno permetterselo nonostante i pesanti danni economici subito durante il lockdown, rinunceranno alle vacanze “autartiche”, con buona pace di Conte e soci. >> Le notizie di politica italiana

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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