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Decreto Rilancio, le proposte dei ministeri: lavoro, famiglie, bonus e turismo

Si è perso nei meandri dei palazzi di governo ed è stato ora ribattezzato Decreto Rilancio: il documento che riassume le misure adottate per far fronte alla crisi economica seguita all’emergenza sanitaria dovrebbe esser ‘chiuso’ nei prossimi giorni. L’esecutivo sarebbe al lavoro per conciliare le proposte presentate dai vari ministeri. Stando alla bozza trapelata dovrebbe contenere aspetti già trattati nei giorni scorsi ma anche qualche novità. Dalla Salute al lavoro, agli aiuti alle imprese, questi alcuni dei punti del Decreto Rilancio seppur ancora in via di definizione.

Decreto Rilancio, dal lavoro alle indennità: tutte le proposte

Per ciò che concerne il lavoro, tema carissimo alla maggior parte degli italiani, il Decreto Rilancio dovrebbe prevedere un’estensione a cinque mesi della sospensione dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, con l’interruzione delle procedure pendenti. Al datore di lavoro viene concessa la possibilità di revocare l’eventuale licenziamento a patto che faccia richiesta di cassa integrazione salariale in deroga. Per la cassa integrazione – che conta su una spesa di 1,2 miliardi – sarebbero previste 12 settimane nel periodo tra il 23 febbraio e il 31 ottobre.

I datori di lavoro che non anticipano i trattamenti ordinari di Cig possono fare richiesta diretta all’Inps di pagamento della prestazione. Previste per i lavoratori domestici che abbiano subito riduzione dell’orario superiore ad un quarto, indennità tra i 400 e i 600 euro. Stesse misure per stagionali e altre categorie. Capitolo a parte quello dello spettacolo per cui si propone l’incremento del Fondo di parte corrente per le emergenze dedicato ai settori dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo, che porta le risorse complessive per il settore ad una cifra pari a 280 milioni di euro.

Aiuti alle imprese

Tra le proposte del Decreto Rilancio anche gli interventi a favore delle startup con 150 milioni per il Fondo di sostegno al venture capital, 80 milioni per il sostegno Smart&Start, maggiorazioni dell’incentivo fiscale all’investimento e la riserva di 200 milioni del Fondo di garanzia delle Pmi. Compensazioni anche per i danni subiti dal settore aereo e fondi per l’erogazione del bonus biciclette. Non solo: tra le idee anche finanziamenti per lo sviluppo di funicolari, tapis roulant e bus elettrici nelle città. Maggiorazioni per il Fondo proposto al Mipaaf a tutela delle filiere in crisi, finalizzato all’attuazione di interventi di ristoro per i danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.

Aumenterebbero – nei piani a supporto dell’edilizia – le detrazioni relative alle spese per riqualificazione energetica, misure antisismiche e installazioni di impianti fotovoltaici sostenute fino al 31 dicembre 2021. Tra gli altri interventi immaginati: un fondo per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale, la stretta sui reati penali per la liquidità incassata dalle banche con garanzia statale, la commisurazione del canone autostradale al traffico reale e una possibilità di sanatoria edilizia per gli enti locali.

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Famiglie e bonus, rimborso abbonamenti non usufruiti

Novità anche per quel che riguarda gli aiuti alle famiglie: salirebbe da 600 a 1.200 euro il bonus per il baby sitting, esteso anche ai centri estivi. L’incremento arriverebbe a 2.000 euro nel caso di personale sanitario. Previsto anche un aumento – per un importo di 150 milioni di euro – del Fondo per le politiche della famiglia per il potenziamento dei centri estivi diurni, mentre per i dipendenti del settore privato con figli minori di 14 anni si assicura la possibilità di continuare nel lavoro agile “a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione”. Pensato anche il rimborso dell’abbonamento ai trasporti pubblici per i pendolari che non hanno potuto usufruirne a causa dell’emergenza. La misura vale per ogni tipo di servizio di trasporto pubblico (ferro, gomma o via acqua) e riguarda il rimborso del corrispettivo versato per la parte di abbonamento non usufruita purché acquistato fino al 10 marzo 2020 e in corso di validità nei mesi di stop per l’emergenza.

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Turismo e incentivi

Non resta sprovvisto di interventi il settore turistico: sarebbe presente nel decreto un credito d’imposta a favore dei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore a 35.000 per il pagamento dei servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive e utilizzabile dal 1 luglio al 31 dicembre 2020. Andrebbe in favore di un solo componente per nucleo familiare nel limite massimo di 500 euro. E, nello specifico, 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e 150 euro per quelli composti da una sola persona. Per lo sport si ipotizza, invece, un “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale” finanziato con un prelievo sulla raccolta delle scommesse sportive per un totale annuo dell’1 o dello 0,75 per cento.

Con un occhio a mascherine e disinfettanti, si ipotizza infine un tetto al prezzo di questi prodotti, con l’obbligo temporaneo per i produttori di indicare il prezzo massimo di vendita consigliato. Il prezzo finale di vendita non può comunque superare gli importi fissati dal decreto, ovvero: 1,50 euro per le mascherine chirurgiche e fino a 9,50 per le FFP3 con valvola. La violazione sarebbe punita con sanzioni amministrative e nei casi più gravi con la sospensione dell’attività di vendita. A vigilare la Guardia di Finanza. >> Coronavirus, i numeri di oggi: -1.663 positivi, i guariti sono quasi 100mila

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