Giuseppe Conte rompe il silenzio sulla sua operazione e rivela al Corriere della Sera una verità che aveva tenuto riservata: non si trattava di un intervento di routine. Il leader del Movimento 5 Stelle ha subito l’asportazione d’urgenza di una neoplasia.
“L’intervento è stato delicato, ma è andato molto bene ed è stato risolutivo”, ha spiegato. E poi la notizia che fa tirare un respiro di sollievo: “Poche ore fa l’esame istologico ha confermato che si trattava di una formazione benigna, il che mi consente di tornare alla vita di prima senza nessuna conseguenza”.
“In un secondo la vita non è più la stessa”

Conte non minimizza quello che ha vissuto. “Sono stati giorni duri”, confessa, “con la vita che in un secondo non è più la stessa”. Una frase che dice molto sulla dimensione di quello che ha attraversato — non solo fisicamente, ma emotivamente. Il momento in cui si scopre che qualcosa non va, che bisogna operarsi d’urgenza, che non si sa ancora cosa c’è e quanto sia grave.
L’operazione si è svolta martedì 28 aprile. Nelle settimane precedenti Conte aveva annullato tutti i suoi appuntamenti pubblici — le presentazioni del libro, gli incontri politici — senza spiegare la natura dell’intervento. Il 30 aprile aveva scritto sui social un aggiornamento rassicurante: “Il decorso è regolare, mi sento bene e ho già ripreso alcune attività lavorative. Ancora qualche giorno di convalescenza e si riparte. Non vedo l’ora”. Solo oggi arriva la verità completa.
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I ringraziamenti: Olivia, il figlio, l’équipe medica e la politica trasversale
Conte ha colto l’occasione per ringraziare chi gli è stato vicino in quei giorni difficili: “Voglio ringraziare Olivia, mio figlio e i miei familiari, che mi sono stati sempre accanto, ringrazio l’équipe medica che mi ha seguito e la mia comunità politica. Tutti si sono stretti attorno a me, mi hanno riempito d’affetto”.
Ma il passaggio più significativo riguarda la solidarietà ricevuta anche dagli avversari politici: “Ho ricevuto la solidarietà da tantissimi colleghi dei partiti di opposizione, ma anche del Governo e dal mondo dell’informazione. Ho apprezzato molto. Ho sempre pensato che la lotta politica non deve mai oscurare la sensibilità umana, che viene prima. È quel che ho cercato di fare in questi anni e in questa prova mi è stato restituito”. Una riflessione che dice molto su come Conte abbia vissuto quei giorni — non solo come paziente, ma come uomo che guarda alla politica da un’altra prospettiva.
Anche in una recente intervista, a One More Time Podcast, Conte si è aperto parlando della malattia del figlio durante il Covid.
La neoplasia benigna: il lieto fine
L’esame istologico ha fugato ogni dubbio. La formazione era benigna. Conte può tornare alla vita di prima, senza conseguenze. Un esito che, dopo giorni definiti “i più duri”, suona come una seconda chance. E che probabilmente cambierà qualcosa nel modo in cui il leader M5S guarderà alle battaglie politiche dei prossimi mesi.
