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Garlasco, l’avvocato Chiesa smonta tutto: “Quanti casi Alberto Stasi ci sono?”

09/05/2026 15:06

Ivano Chiesa rompe il silenzio su Garlasco: ‘Stasi forse non doveva essere condannato’

Non era previsto che parlasse. L’avvocato Ivano Chiesa, storico difensore di Fabrizio Corona, è uno di quei professionisti che si è sempre tenuto lontano dai casi giudiziari che non conosce in modo approfondito.

Ma il caso Garlasco — che in questi giorni è ovunque, nei bar, nei programmi tv, sui social — lo ha raggiunto anche lui. E ha deciso di dire la sua, in un video pubblicato su Instagram questa mattina. Un intervento breve, misurato, che però contiene affermazioni destinate a far discutere.

“Se si ritiene che ci sia un innocente in carcere, qualunque sforzo è giustificato”

Chiesa parte dalla premessa che ogni avvocato penalista conosce bene: non si commentano casi che non si conosce a fondo. Ma poi fa un’eccezione:

“Credo qualcosa di poterla dire. La prima è che se si pensa, se si ritiene, se si sospetta che ci sia un uomo innocente in carcere, qualunque sforzo è giustificato e benvenuto. Quindi l’indagine che sta facendo la Procura di Pavia, se è motivata da questo dubbio, hanno fatto bene a farla e stanno facendo bene a farla”.

“La condanna non era al di là di ogni ragionevole dubbio”

Il passaggio più tecnico e più dirompente è quello sul grado di certezza della condanna: “Se sono emersi degli elementi indiziari che sono stati sottovalutati o mal valutati all’epoca, vuol dire che la condanna di Alberto Stasi non era fondata su prove così tanto granitiche e quindi non era una condanna al di là di ogni ragionevole dubbio”.

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La formula, spiega l’avvocato, è scritta nel codice e ha un significato preciso:

“Vuol dire che tu non puoi condannare un uomo se hai anche solo un dubbio, perché la legge dice appunto ogni ragionevole dubbio. E quindi viene da pensare che appunto qualche dubbio ci fosse, così come sosteneva il grande avvocato e professore Angelo Giarda, difensore di Alberto Stasi, che dunque aveva ragione”.

“Pensate se ci fosse stata la pena di morte in Italia”

È il passaggio più netto e più diretto del video:

“Questi casi giudiziari dovrebbero fare riflettere i giustizialisti, cioè quelli che se uno è colpevole ma sia lui, si butta via la chiave, o addirittura quelli che vogliono la pena di morte. Pensate se ci fosse stata la pena di morte in Italia, Alberto Stasi non c’era più. E adesso cosa gli avremmo detto? Sai, scusa, abbiamo sbagliato”.

Una frase che sintetizza in modo brutale e definitivo il problema degli errori giudiziari in un sistema penale che non prevede rimedi per i casi irreversibili.

“Quanti altri Stasi ci sono nascosti in carcere?”

La chiusura del video è la domanda che rimane:

“Quanti casi ci sono di Alberto Stasi, esempio, insomma, quanti casi Garlasco ci sono nascosti, cioè di cui nessuno parla? Quanti Alberto Stasi ci sono in carcere, presuntamente colpevoli e che magari invece sono innocenti perché sono stati condannati non al di là di ogni ragionevole dubbio? Pensateci”.

Una domanda che l’avvocato Chiesa lascia aperta, e che probabilmente non ha risposta immediata. Ma che il caso Garlasco, con tutta la sua complessità e le sue contraddizioni, ha reso impossibile ignorare.

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