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“Perché Draghi sopporta Speranza e Lamorgese”, retroscena clamoroso di Carioti: il vero motivo

Governo Draghi, perché il premier sopporta Lamorgese e Speranza? Tra i problemi dell’esecutivo senza dubbio l’emergenza migranti come pure quella sanitaria. E sono spinose questioni sotto gli occhi di tutti. Rispondendo ad una lettera firmata Nicoletta Mainardi, Fausto Carioti, su «Libero Quotidiano», ha cercato di dare una spiegazione. Una breve disamina che fa capire il “pantano” che il premier deve assolutamente evitare se vuole portare avanti il piano di riforme incominciate, ma che farebbe comprendere anche il modus operandi dell’economista, criticato su più fronti.

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“Perché Draghi sopporta Speranza e Lamorgese”: retroscena clamoroso di Carioti

“Gentile Carioti, nell’attuale governo spiccano due ministri che si stanno affermando sempre di più per la loro inettitudine: sono Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno, e Roberto Speranza, ministro della Salute. La prima continua a dimostrare evidente incapacità riguardo ai problemi di ordine pubblico (…). Il secondo ha affermato che il piano pandemico italiano era stato aggiornato, mentre risaliva ancora al 2006, assicurando che l’Italia sarebbe stata in grado di fronteggiare la pandemia di Sars-Cov2”, scrive nella lettera Nicoletta Mainardi. Per poi concludere: “Dopo innumerevoli fallimenti, i due sono ancora nei rispettivi dicasteri, con il beneplacito del presidente del consiglio”. Fausto Carioti ha pubblicato poi la risposta su «Libero Quotidiano»: “È il lato pratico di Draghi, cara signora. L’uomo si è dato due priorità: i vaccini e i soldi europei. Questi sono la ragion d’essere del suo governo e per essi non guarda in faccia a nessuno. Infatti il dossier vaccini non è in mano all’inadeguato Speranza, ma al generale degli Alpini Figliuolo. Mentre ai prestiti elargiti da Bruxelles provvede direttamente Draghi, delegando le minuzie al ministro dell’Economia, Daniele Franco, sua emanazione. Gli altri ministri e il resto del programma potrebbero non esserci, o essere diversi: poco cambierebbe”, ha spiegato il giornalista.

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“L’allievo dei Gesuiti lo sa bene”

In conclusione? “Dire che Draghi tenga a Speranza e alla Lamorgese mi pare sbagliato: credo proprio gli siano indifferenti, più o meno come gli altri loro colleghi. Ci fossimo io e lei, al vertice di quei due dicasteri, non sarebbe granché diverso: Draghi ci difenderebbe lo stesso, perché rimuoverci significherebbe fare un favore a qualcuno e un torto a qualcun altro, e questo comporterebbe la concessione di contropartite e il rischio di impantanarsi in trattative politiche potenzialmente disastrose. Più facile lasciare le cose come stanno. Quieta non movere et mota quietare, dicevano i romani. L’allievo dei gesuiti lo sa bene”, il ragionamento di Carioti. Che arriva come un retroscena clamoroso. Una lezione da tenere a mente. Leggi anche l’articolo —> Contagi in aumento, il nuovo piano di Speranza: Green Pass non basta più

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