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Landini: «Draghi rinvia e non risolve i problemi, ci chiama 48 ore prima del Cdm»

Anche il segretario della Cgil, Maurizio Landini, attacca il metodo di lavoro del presidente del Consiglio Mario Draghi: «Non puoi convocare i sindacati due giorni prima del Consiglio dei ministri per dire cosa hai deciso, senza dare spazi di discussione». Lo sfogo a «La Stampa» in una lunga intervista: «Cercare solo la mediazione, per tenere insieme un quadro politico complicato, porta a rinviare le questioni e non prendere decisioni che servono al Paese». Landini ha ribadito che sulla legge di Bilancio i sindacati chiedono risposte. Altrimenti si arriverà allo sciopero.

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Landini: «Draghi rinvia e non risolve i problemi, ci chiama 48 ore prima del Cdm»

Non smorza i toni Landini, anzi. Nell’intervista a «La Stampa» ha fatto un attacco diretto al premier Draghi, parlato di «un percorso di mobilitazione»: «Mi auguro che non sia necessario arrivare a uno sciopero generale, sono il primo a sapere che bisogna cercare soluzioni condivise. Ma quello è uno strumento previsto dalla Costituzione». Landini ha poi aggiunto: «Gli 8 miliardi previsti per ridurre le tasse», vanno usati «tutti per aumentare il netto in busta paga per lavoratori dipendenti e pensionati». A proposito delle pensioni, il segretario della Cgil ha detto «al primo punto c’è l’istituzione di una pensione contributiva di garanzia per i giovani, che hanno un lavoro precario e frequenti vuoti contributivi».

Come sono state accolte a Palazzo Chigi le parole di Landini? Nel più assoluto silenzio. Anzi, come riferisce “HuffPost”, fonti vicine al premier “lasciano filtrare ottimismo e un pizzico di frustrazione”: «Ci confronteremo ancora con la Cgil, ovviamente, è utile e doveroso. Ma facciamo due mestieri diversi». È stato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi a rispondere con rudezza al leader sindacale: «Le soluzioni si trovano insieme, la minaccia dello sciopero non è la strada, in questo momento gli italiani chiedono tutto tranne che di andare in piazza».

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Rosato: «Il governo sta usando grande equilibrio nelle scelte e grande rispetto per le parti sociali»

Come scrive Federica Fantozzi sull’HuffPost “tace Letta, ma nel Pd si considera che il capo del più grande sindacato italiano non abbia tutti i torti. Almeno, nella chiave di invitare l’esecutivo a ‘darsi una mossa’. Draghi non li ha ancora chiamati né sul fisco, che è la prima emergenza, né ha fatto passi preparatori verso l’apertura di un tavolo per le pensioni nel 2022”. Anche se lo sciopero non sembra essere per il Nazareno la soluzione. «Il mio giudizio sulla manovra è negativo su pensioni e precariato. Non si combattono le diseguaglianze. C’è un tema di metodo, ma anche di merito: Draghi non convoca i sindacati in tempo consono perché non ha interesse a condividere certe scelte. Non è certo inconsapevole», le parole di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana. Chi invece difende l’operato del premier è stato Ettore Rosato di Italia Viva, che ha definito la risposta di Landini inadeguata: «Il governo sta usando grande equilibrio nelle scelte e grande rispetto per le parti sociali». Ma i malumori ci sono e basterebbe solo citare le parole del ministro Orlando: «Draghi non è facilmente fungibile ma nemmeno l’unica riserva della Repubblica». Leggi anche l’articolo —> Di Maio oggi “fa l’innamorato di Draghi”: dei tempi di “Dracula” resta la “buona impressione”

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