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Grecia campo segreto per i migranti: «Stessi metodi dei nazisti»

In Grecia dallo scorso 3 marzo è entrato in vigore un decreto presidenziale concernente la sospensione per un mese del diritto d’asilo con connessa possibilità di espulsione immediata dal paese. Un testo a cui stanno guardando con attenzione, ma anche preoccupazione, diverse organizzazioni internazionali. Si tratta di una misura d’urgenza dettata dagli ultimi eventi accaduti lungo la linea di confine con la Turchia. 

Grecia campo segreto

Grecia campo segreto per i migranti: accusa pesante

A fine febbraio il presidente turco Erdogan ha aperto i confini ai migranti come ‘ritorsione’ all’Europa dopo l’appoggio politico negato in merito alla battaglia di Idlib. Giocare a rialzo però con l’Ue resta comunque un azzardo. Il premier Mitsotakis ha provato subito rispondere, andando a potenziare i controlli alle frontiere per evitare flussi migratori, che il paese non potrebbe contenere. In virtù di questo la Grecia si è vista costretta a ricorrere a misure d’emergenza, tra cui appunto quella del decreto di cui parlavamo in apertura. Una decisione destinata a far discutere: il blocco totale dei confini e le espulsioni immediate cozzerebbero con il diritto internazionale. Almeno questa è l’opinione di diverse associazioni come Amnesty International. E non solo. Anche il New York Times ha dedicato un interessante reportage al decreto del governo ateniese. Stando a quanto riportato da ‘Il Giornale’ gli articolisti del noto quotidiano americano avrebbero “accusato il governo greco di portare i migranti in un campo segreto prima di espellerli in Turchia. La struttura (…) sarebbe dunque un centro extragiudiziale dove le persone verrebbero controllate prima di essere riportate indietro”. 

Grecia campo segreto

Erdogan rilancia il reportage del ‘New York Times: «Usano gli stessi metodi dei nazisti»

Nel lungo pezzo del New York Times si fa riferimento “ad alcune testimonianze di migranti, i quali hanno dichiarato agli autori dell’inchiesta di essere stati trattenuti per alcune ore dopo essere stati scoperti. Senza possibilità di chiedere asilo politico sono stati accompagnati nuovamente verso la Turchia”. A riprova di ciò ci sarebbe pure una foto satellitare. Lo scatto dimostrerebbe l’esistenza del campo tenuto segreto dalle autorità greche situato al confine con la Turchia. I giornalisti sostengono che tale pratica sarebbe una vera violazione del diritto internazionale. Vero è però che la misura del governo greco rappresenta una replica al ‘ricatto’ politico di Erdogan all’Europa. E proprio questi ha rilanciato i contenuti del reportage puntando il dito contro la Grecia: «Usano gli stessi metodi dei nazisti. Usare violenza contro innocenti è una barbarie». Parole che lasciano perplessi considerando però l’operato violento dei miliziani islamisti contro i curdi. Il portavoce del governo ellenico, Stelios Petsas, non ha commentato quanto emerso dal reportage del New York Times, ha spiegato soltanto che la autorità locali hanno espulso i migranti verso la Turchia applicando la legge vigente.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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