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Green pass, verso l’obbligo nelle aziende: chi paga i tamponi? Le richieste dei sindacati

Il Governo ha già annunciato l’intenzione di estendere l’uso del green pass. Sembra che uno dei prossimi pass sarà quello di rendere il green pass obbligatorio nelle aziende. Ma non tutti i dipendenti hanno intenzione di sottoporsi al vaccino. In questo caso per ottenere il certificato verde i lavoratori dovranno effettuare un tampone ogni 48 ore. Il dubbio che sorge quindi è: chi paga i tamponi? I sindacati chiedono che sia lo Stato a farsi carico della spesa e che, in ogni caso, tutti i lavoratori siano tutelati.

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Green pass aziende obbligatorio: chi paga i tamponi dei lavoratori

Ancora non si parla di obbligo vaccinale, ma con l’introduzione del green pass in azienda è possibile che molti lavoratori saranno obbligati a fare un tampone ogni due giorni. Chi si farà carico dei costi? Le opzioni sono tre: il lavoratore, il datore di lavoro o lo Stato. Questa settimana ci sarà la riunione della cabina di regia per decidere come affrontare l’autunno in vista di un possibile aumento dei contagi. Intanto ieri, 6 settembre, si è tenuto l’incontro tra i sindacati Cgil, Cisl e Uil e Confindustria e Confapi in rappresentanza degli industriali. La priorità dei sindacati è quella di proteggere tutti i lavoratori, anche coloro che decidono di non vaccinarsi. L’obiettivo quindi è deviare i costi sulle imprese o, come spera Confindustria, sullo Stato.

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Green pass aziende obbligatorio: le richieste dei sindacati

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha sottolineato che “il governo potrebbe pensare di fare un’operazione di utilità sociale e quindi di potersi far carico del costo dei tamponi, che sicuramente non può essere a carico delle imprese”. Secondo Bonomi quindi il prezzo dei test dovrebbe ricadere sullo Stato e non sulle aziende. I sindacati nelle persone dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri hanno fatto una richiesta a Bonomi: “Se vuole utilizzare il green pass all’interno delle aziende (Bonomi) deve caricarsi dei costi dei tamponi e di non licenziare nessuno anche chi non fa il tampone.”

Il punto è che nessun lavoratore deve subire in maniera negativa l’obbligo del green pass. Nessuna esclusione per chi non vuole vaccinarsi, né per chi non vuole sottoporsi al tampone. I sindacati in questo modo già si sono portati avanti: nelle scorse settimane infatti proprio da Confindustria era arrivata l’idea della sospensione senza stipendio. Una proposta discriminatoria che purtroppo già stanno subendo gli insegnanti. Intanto durante l’incontro di ieri sindacati e Confapi, che rappresenta le piccole e medie imprese, hanno raggiunto un accordo. Il tampone con il green pass obbligatorio nelle aziende potrebbe essere pagato dagli enti bilaterali.>>Tutte le notizie

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