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Green Pass rafforzato e obbligo vaccinale: cosa ci sarà nel nuovo decreto

Green Pass rafforzato e obbligo vaccinale ultime notizie – Fino a poche ore fa in Italia non si faceva altro che dire «dobbiamo seguire il modello dell’Austria», dove si era messa a punto la strategia di un lockdown solo per i non vaccinati. A fare pressing sul presidente del consiglio i governatori di molte Regioni preoccupati per l’aumento dei contagi da Covid-19. Ora che però Vienna ha accelerato, rimangiandosi la sua stessa «regola del 2G», imponendo un lockdown per tutti e l’obbligo vaccinale da febbraio 2022, viene da chiedersi quali saranno le prossime mosse dell’esecutivo. L’Austria è il primo Paese europeo ad essersi spinto fino a tanto. Prima di lei, al mondo, solo Indonesia, Micronesia, Tagikistan e Turkmenistan. Il dibattito nel nostro Paese a riguardo è aperto. Il presidente di Confindustria Bonomi, ad esempio, è convinto che sia l’unica strada che possa metterci al sicuro: «Dobbiamo avere il coraggio di una riflessione». Ma è la sua una posizione isolata, troppo rigorista, e che soprattutto potrebbe creare disordini nelle frange estremiste dei No Green Pass che oggi scendono di nuovo in piazza a Roma.

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Green Pass rafforzato e obbligo vaccinale, cosa ci sarà nel nuovo decreto: Draghi si muove con cautela

Per combattere la pandemia «si possono considerare forme di obbligo vaccinale per alcune categorie professionali, in particolare chi assiste. O è a contatto con il pubblico, ad esempio forze dell’ordine, dipendenti della P.a. e insegnanti, pur essendo queste categorie connotate da un’alta percentuale di vaccinazione». Questo è il parere del coordinatore del Cts, Franco Locatelli, che ha spiegato che quella di estenderlo a tutti è «un’opzione estrema». E difatti «in casi estremi si può fare, la nostra Carta impone la tutela del diritto alla salute», ha precisato il costituzionalista Gaetano Azzariti. «L’obbligo vaccinale non è mai stato escluso dal governo, è sempre stato nell’orizzonte delle possibilità. C’è già per alcune di categorie di lavoratori e se si decidesse di introdurlo andrebbe anzitutto a toccare quelle categorie di lavoratori che sono più a contatto con il pubblico. Poi la decisione spetta al decisore politico sulla base dei dati scientifici», ha spiegato Sandra Zampa, consulente del ministro Speranza e responsabile Salute del Pd, già sottosegretaria nel governo Conte 2, ad Otto e mezzo su La7. A detta sua il governo agirà per gradi: «Il primo passaggio che farà il governo sarà ascoltare i governatori. Il Green pass può prevedere che la durata del tampone sia ridotta, oppure accorciare la durata dello stesso Green pass. Ma dobbiamo correre con la terza dose, attivandoci come per la campagna vaccinale, con particolare attenzione alle persone con più di 70 anni e rinnovando l’obbligo per i medici e i sanitari».

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Le opzioni sul tavolo del premier

Dire però che Mario Draghi non stia seriamente pensando all’obbligo vaccinale sarebbe una menzogna: «Non ha cambiato idea sulla necessità di valutare anche l’extrema ratio, se dovesse servire», avvertono Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini sul «Corriere della Sera». Al momento però il premier si muove con cautela: sta valutando le ipotesi di un certificato verde per alcuni e per determinate attività, ad esempio. Il cosiddetto «Green Pass raddoppiato», che potrebbe essere un compromesso anche per la sua maggioranza sempre più sfrangiata.

Davanti a sé Draghi ha ancora qualche giorno per pensarci: il decreto è da varare però entro la prossima settimana. Tra le opzioni, riportate da «Il Corriere della Sera», il Green pass solo per vaccinati e guariti, e non per i tamponati, quando le regioni diventano gialle o arancioni. Limitatamente però a certi ambienti: ristorante, cinema, teatro, stadio, discoteca, palestra. Nulla cambia per il lavoro: niente restrizioni per i tamponati. Ma Draghi dovrà valutare se eliminare gli antigenici o se tagliare la durata (48 ore per i test molecolari e 24 per i rapidi). Green pass valido non più 12, ma 9 mesi: ed è forse questa l’unica certezza. Altrettanto sicura la terza dose obbligatoria per personale medico e delle residenze per anziani (Rsa). Il Cts insiste perché sia così anche il per personale scolastico e forze dell’ordine. Leggi anche l’articolo —> Il virus fuori controllo, scelta drastica dell’Austria: lockdown per tutti e vaccino obbligatorio

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