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Gregoretti, Casini: «Ho votato contro il processo a Salvini non per fargli un favore»

Caso Gregoretti. Su Repubblica il senatore Pier Ferdinando Casini ha spiegato perché ha votato a favore di Matteo Salvini, schierandosi contro l’autorizzazione a procedere al processo. È stato l’unico della maggioranza: «Nella condotta di Salvini sulla Gregoretti non ho visto elementi d’interesse privato, o una deliberata violazione della politica del governo Conte. I Cinquestelle dicono che i casi Diciotti, su cui salvarono Salvini, e Gregoretti, in cui l’hanno mandato a processo, sono diversi, perché nel secondo caso Salvini avrebbe violato la linea del governo. Ma io, che ho letto le carte, le assicuro che non c’è nessuna differenza tra i due casi. E per la Diciotti avevo votato contro l’autorizzazione a procedere di Salvini», ha dichiarato il politico bolognese.

Casini Salvini

Gregoretti, Casini: «Ho votato contro il processo a Salvini non per fargli un favore»

Pier Ferdinando Casini ha fatto capire senza troppi giri di parole che mandare a casa il leader della Lega sarebbe una specie di errore politico: «Vede, da Salvini mi divide tutto. Io in aula ho sempre votato contro i suoi provvedimenti. Ma devono essere gli italiani a mandarlo a casa, o a dire che non può fare più il ministro dell’Interno, non i magistrati, con tutto il rispetto. Invece continuiamo a delegare ai magistrati una sorta di supplenza». Una tendenza che il 64enne giustifica così: «Per vigliaccheria, debolezza, senso di colpa. Del resto quando tra i politici c’era gente che prendeva tangenti non si poteva essere credibili, e l’opera della magistratura è diventata una  supplenza. Io dico: stiamo attenti. Perché può diventare una spirale. Non significa essere indulgenti con i corrotti, ma inflessibili sulle prerogative della politica!».

Casini Salvini

«Sono ormai nell’età della maturità, non devo più fare carriera. M’interessa difendere i principi»

Alla domanda diretta di Concetto Vecchio di Repubblica: «Tenere 131 migranti per quattro giorni su una nave è un sequestro di persona o no?», Pier Ferdinando Casini ha risposto così: «È un comportamento politico molto discutibile, che non adotterei mai, ma è stata una  scelta precisa sull’immigrazione che ha fatto il governo nella sua collegialità». Difficile definirlo un reato secondo il senatore: «Anche i magistrati sono divisi. La Procura voleva archiviare. Il tribunale dei ministri no. È tutto discutibile, insomma», ha chiarito. «Condivido totalmente l’intervento di Casini, non avrei mai pensato che accadesse», ha dichiarato Matteo Salvini, parole che il politico bolognese ha commentato semplicemente così: «Mi lascia indifferente. Io mica l’ho fatto per Salvini. Sono ormai nell’età della maturità, non devo più fare carriera. M’interessa difendere i principi». 

leggi anche l’articolo —> Caso Gregoretti, come si è difeso Matteo Salvini in Aula

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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