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Perché l’acciaieria di Azovstal a Mariupol è imprendibile: un dedalo di tunnel e bunker

Guerra in Ucraina – Può succedere ai giorni nostri di scambiare la mappa di un gioco da tavolo (o meglio il progetto di un gioco, mai realizzato) con i sotterranei dell’acciaieria Azovstal, il simbolo della resistenza ucraina nella città martire di Mariupol assediata dai russi. Può accadere che la mappa in questione, che è rimbalzata da un profilo filorusso all’altro per dimostrare la presenza di bio-laboratori Nato in Ucraina, finisca addirittura in trasmissioni tv italiane seguitissime. È quello che Cesare Treccarichi su «Today» definisce «la pornografia della guerra». Proprio l’obiettivo è «stimolare eroticamente il lettore o lo spettatore» e in questo caso «lo stimolo proviene dai dettagli cruenti, morbosi, meglio se “divisivi”, per alimentare la discussione». Non si vuole però qui demonizzare la svista, condannare talk come «Porta a Porta» o «Controcorrente», ma svelare al lettore perché l’acciaieria Azovstal nel cuore di Mariupol è imprendibile.

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guerra ucraina

Guerra in Ucraina, perché l’acciaieria di Azovstal a Mariupol è imprendibile: un dedalo di tunnel e bunker

La strada che porta nell’area industriale della Azovstal, ultima roccaforte dei soldati ucraini e, sembra, di oltre mille civili, passa sotto un cielo di colpi di mortaio e artiglieria pesante. Ogni buca, anfratto, trincea potrebbe nascondere un cecchino, di una parte o dell’altra. Impossibile dunque uscire, cercare da bere o da mangiare. A Mariupol nulla è rimasto in piedi, è la prova vivente di cosa significhi “radere al suolo una città”. Tutto ciò che l’uomo aveva costruito, case, ferrovie, chiese, scuole non esistono più. Le vie sono costellate di cadaveri che giacciono abbandonati: nemmeno la dignità di una fossa comune. Troppa la paura: è appunto il dramma della guerra, che non risparmia nessuno. «Più che una prigione, l’acciaieria pare una tomba a cielo aperto, chè da lì diventa sempre più improbabile che qualcuno uscirà vivo. Anche le seconde linee hanno ormai raggiunto il fronte dell’Azovstal, in arrivo ci sono almeno altre 12 unità russe. Se non fosse per le donne, gli anziani e i bambini nascosti nei bunker sotto l’acciaieria, avrebbero già fatto irruzione», scrivono gli inviati Gabriele Micalizzi e Monica Perosino su «La Stampa».

acciaieria azovstal

Non è semplice addentrarsi

Ma non è così semplice addentrarsi nell’acciaieria Azovstal, i russi lo sanno: «Tgcom24» ha ricondiviso una mappa de «L’Ego – Hub Editoriale», la più antica agenzia italiana specializzata in data visualization, in cui si chiarisce perché è così difficile entrare nel rifugio ucraino. Nei sotterranei siderurgici corre un dedalo di bunker e gallerie su sei piani costruiti durante la guerra fredda. Sarebbe in grado di contenere oltre 1500 soldati. A dare copertura a questi ultimi sarebbero proprio chilometri di magazzini, centrali elettriche e forni. Secondo quanto riferito da «TgCom24» sarebbe impossibile distruggere i tunnel con delle bombe, l’unico modo per sgomberare i rifugi sarebbe il ricorso ad armi chimiche. Ma c’è di più ed è forse ciò che al contempo spaventa i russi e dà speranza agli ucraini: l’estensione delle gallerie, in linea teorica, consentirebbe ai soldati di Zelensky di uscire dai sotterranei per sferrare un attacco. L’ultimo, forse. L’estremo tentativo. Leggi anche l’articolo —> Quando finirà la guerra in Ucraina? Le ultime dichiarazioni di Johnson e Borrell

acciaieria Mariupol

 

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