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I Migliori mercati dove vendere Made in Italy

Non è un caso che il termine “Made in Italy” sia sempre stato sinonimo di qualità e stile. Rispetto ad altri Paesi Europei, l’Italia sta vivendo un incremento delle attività commerciali con l’estero. Ci sono opportunità e brand da tenere in considerazione sulla scena internazionale: sede di alcune delle più grandi aziende del mondo, tra cui Fiat e Pirelli, così come una serie di marchi di lusso e di moda di fama mondiale: Armani, Gucci e Prada. Oltre a questo, molte aziende italiane hanno scelto di aprirsi a nuovi mercati, espandendosi in Asia.

Internazionalizzazione delle imprese: strategie per un export di successo 

Considerato quanto sopra, le aziende italiane hanno capito che è necessario pensare a nuovi modi per aumentare le loro vendite all’estero. Tuttavia, molte piccole e medie imprese sono ancora nella fase in cui hanno molta strada da fare per raggiungere i loro obiettivi. Perché il processo di internazionalizzazione per le aziende italiane è complicato, con la scelta sbagliata dello sbocco può causare la perdita di tempo e denaro, per non parlare di qualche grave danno all’immagine di un marchio. 

Per questo motivo, oggi cercheremo di capire quale sarebbe la soluzione migliore per le aziende come quali sono le insidie da evitare. Per sottolineare che l’Italia è leader in termini di artigianato e design, ci sono innumerevoli esempi che confermano questo fatto. Non c’è dubbio che la reputazione dell’Italia sia una delle sue più grandi risorse, ma se davvero si punta al successo nei mercati internazionali, sarebbe un errore non prendere in considerazione alcuni aspetti che potrebbero aiutare a raggiungere gli obiettivi prefissati con rapidità ed efficienza.

Vendere all’estero prodotti italiani è un’opportunità di guadagno molto interessante, ma deve essere strutturata nel modo giusto. Il brand Italia è stato colpito dalla rivoluzione digitale e dagli anni della crisi economica mondiale, e il mercato ha alzato la concorrenza all’ennesima potenza. La prima cosa da capire per avviare un export di successo è che richiede un approccio scientifico e una pianificazione strategica. In altre parole, affidarsi alla reputazione del Made in Italy non è abbastanza.

Analizzare il mercato: desiderato, potenziale e obiettivo 

La fase di scelta del mercato richiede il passaggio attraverso tre livelli, che si susseguono in desiderato, potenziale e obiettivo rispettivamente sulla base della profondità delle analisi compiute. Non esiste un mercato giusto per tutti, per questo motivo sono necessari degli studi.

Il mercato desiderato quindi è un’area geografica spesso indicativa dove l’impresa sarebbe incuriosita ad operare, sulla base di affinità e ambizioni, anche se spesso non è la mera più adatta, basandosi prevalentemente sulle sensazioni. 

Dopo che viene compiuta una prima analisi del prodotto e dell’azienda sarà possibile per dei professionisti elaborare una lista di Paesi dove il prodotto è richiesto, portando al cliente una prima scrematura rispetto a dove si può coltivare terreno fertile, i mercati potenziali.

L’ultimo step è il mercato obiettivo, scelto dopo attente analisi non solo sull’azienda ma anche sul mercato di riferimento, con analisi della concorrenza e strategie di entrata. 

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