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Il sangue di San Gennaro non si scioglie, niente miracolo: cosa è successo in passato?

Il sangue di San Gennaro non si scioglie. Secondo la tradizione il mancato miracolo è simbolo di un presagio. L’antropologo Marino Niola sul mancato miracolo laico ha confessato: «Ha sconfitto peste e colera, Napoli ci contava. Un cattivo presagio è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno ora».

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San Gennaro

Il sangue di San Gennaro non si scioglie

Marino Niola, antropologo della contemporaneità e direttore del MedEatResearch dell’Università Suor Orsola Benincasa spiega al Blog Online Huffington Post Italia cosa c’è dietro al Miracolo di San Gennaro. Il Professore al Santo ci ha dedicato scritti e studi e ha affermato: «Quando il sangue di San Gennaro non si scioglie, viene interpretato come un cattivo presagio. C’è sempre stata, per i napoletani, una correlazione tra i tempi dello scioglimento le vicende della città. Ma i partenopei, ricordiamolo sempre, sono un popolo disincantato. La loro non è una fede cieca e assoluta. Credono con molta prudenza». Oggi quindi, sarebbe stato il giorno del Miracolo di San Gennaro. Il miracolo “più famoso del mondo” però, non si è verificato. Il sangue conservato nell’ampolla non si è sciolto ed è quindi rimasto solido.

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San Gennaro non è solo per i credenti

C’è chi punta il dito su una irrazionale tradizione, un uso antico e superato. Eppure, dietro questo Miracolo di San Gennaro ci è stata costruita una città. Come spiega il professore Marito Niola, a questa tradizione ci sono i fedeli ma ci sono anche i laici. Durante l’intervista fatta Huffington Post Italia infatti l’antropologo dichiara: «Generalmente un evento simile viene interpretato come un brutto presagio. Ma ancora non è detta l’ultima parola. Certo, è sempre stato ritenuto che ci fosse una correlazione tra i tempi della liquefazione del sangue e le vicende di Napoli. Ma c’è ancora qualche ora. San Gennaro potrebbe fare goal in zona Cesarini». Visti i tempi e certamente l’anno in cui ci troviamo viene spontaneo chiedere al professore se in passato ci siano stati casi in cui il sangue non si fosse sciolto.

Il professore rispondendo alla domanda ha affermato: «Il sangue rimase solido nell’ampolla anche nell’anno del terremoto, il 1980, così come prima della Seconda guerra mondiale, e anche nel 1973, l’anno del colera. Quando invece la liquefazione avviene, si associa a un evento positivo. Pensiamo al 1987, l’anno in cui il Napoli vinse il primo scudetto. Perché, vede, San Gennaro non è un santo come gli altri. Rappresenta l’identità della città, per vari motivi.La figura di San Gennaro è quella di un totem urbano, di un riferimento per tutti quelli che amano Napoli, che siano credenti o no. Rappresenta l’identità di tutti e travalica la fede». Che una persona ci creda o no questo per la città di Napoli è un grande colpo basso sopratutto in un anno difficile. >> tutte le News di Urbanpost

 

 

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