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L’Italia dopo il Coronavirus: il primo rimbalzo del Pil aprirà davvero la strada della crescita?

L’Italia dopo il Coronavirus. Ci sarà davvero un primo rimbalzo del Pil nel terzo trimestre 2020 come annunciato dal ministro Gualtieri? Naturalmente sì, perché dopo un tonfo di quasi il 10% registrato nel precedente, causa lockdown, un’inversione di tendenza in questo trimestre è un fatto prima di tutto matematico. Ma il punto è non tanto se ci sarà ma di quanti punti. Questo potrà dare qualche indicazione più – e non solo agli osservatori – su come il governo già nell’immediato e nei prossimi mesi per aiutare l’economia italiana a crescere ad un passo più che doppio rispetto al recente passato.

>> Bankitalia: Pil giù del 10% nel secondo trimestre, il calo a fine 2020 potrebbe arrivare al 13%

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L’Italia dopo il Coronavirus: il rimbalzo del Pil “visto” dal ministro Gualtieri

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, parlando con i giornalisti a margine del convegno di Cernobbio, ha parlato dell’atteso rimbalzo del Pil nel terzo trimestre 2020. Il titolare del dicastero dell’Economia ha anche sottolineato come per recuperare la perdita patita a causa della pandemia occorrerà aspettare fino al 2022.

Secondo Gualtieri la ripresa in atto dal mese di luglio proseguirà anche nel quarto trimestre e consentirà di chiudere l’anno con una contrazione del Pil inferiore a due cifre (sotto il 10%). Questo anche grazie anche alla favorevole dinamica delle entrate fiscali, sebbene la stima di calo dell’8% del Pil formulata ad aprile sarà sicuramente rivista al ribasso.

Conte: «Valutazioni Gualtieri ottimistiche? Vicine alla realtà»

“Le valutazioni del ministro Gualtieri sono ottimistiche? Con il ministro Gualtieri ci sentiamo più volte al giorno e le sue valutazioni sono basate sugli indici più recenti e quindi da questo punto di vista il ministro Gualtieri con qualche cautela si spinge a valutare che possa esserci una caduta del Pil anche di una sola cifra a fine anno e a valutare un rimbalzo significativo. Qui nessuno è un mago, c’è una fase di grande incertezza però siamo anche in una fase in cui iniziamo a fare valutazioni più precise e penso che le previsioni del ministro Gualtieri siano molto vicine alla realtà”. Lo ha detto ieri il premier Giuseppe Conte a Stasera Italia su Rete4.

“Non mi preoccupa – ha aggiunto – il passaggio parlamentare sul Mes. Una democrazia parlamentare non può mai temere il confronto con i gruppi parlamentari. È giusto che i passaggi significativi siano vagliati e votati dai gruppi parlamentari. Io ho già detto che andrò in Parlamento se ci sarà necessità e a quel punto spiegherò le ragioni e anche i dettagli del regolamento del Mes”.

L'Italia dopo il Coronavirus

L’Italia dopo il Coronavirus: serve una legge di stabilità “espansiva”

Sì, ma per far tornare a crescere l’economia, come dimostra la storia dell’occidente (italia inclusa) degli ultimi 100 anni serve prima di tutto un stimolo potente. Gli strumenti nelle mani del governo sono essenzialmente due: la legge di stabilità, o finanziaria, in cui si pianificano anche gli investimenti pubblici e la leva fiscale, con la quale è possibile incidere sulla possibilità di crescita delle imprese. Si si vuol far tornare a crescere il Pil e in maniera consistente, dopo il crollo del 9% registrato negli ultimi 3 mesi, è indispensabile usare entrambi gli strumenti e farlo molto bene.

Sulla legge di stabilità, considerati “i costi” della macchina pubblica, le mani sono abbastanza legate. Eppure Conte e con lui autorevoli esponenti della maggioranza giallorossa, hanno assicurato che gli investimenti in infrastrutture e innovazione saranno ingenti. Sul fronte del fisco è stato lo stesso ministro Gualtieri ad affermare che una riforma fiscale è necessaria, per abbassare la pressione delle tasse sulle imprese già messe in crisi dal crollo dei fatturati causato dal Covid.

Il punto però è un altro: riuscirà la doppia operazione al governo rispettando i vincoli di bilancio imposti dalla Ue, pur allentati già lo scorso anno? Difficile prevederlo, certo sarà fondamentale l’apporto dei XX miliardi del Recovery Fund, che andranno utilizzati al meglio, come lo stesso premier Conte sottolinea da giorni. Di sicuro, senza un’azione vigorosa e al tempo stesso coraggiosa del governo, l’economia italiana già stagnante prima della crisi accesa dalla pandemia, non tornerà a crescere. >> Tutte le notizie di economia

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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